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È morto Roberto Bruni, avvocato, socialista, un signor sindaco

Una vita scandita dall'impegno civile e politico e poi quel nome, Roberto, raccolto come un testimone dello zio antifascista morto nel campo di sterminio Dachau (in Germania) il 12 febbraio 1945

Bergamo piange Roberto Bruni. Avvocato penalista tra i più quotati, sindaco di Bergamo tra il 2004 e il 2009, era presidente della Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio, si è spento a 70 anni dopo una lunga malattia.

Una vita scandita dall’impegno civile e politico e quel nome, Roberto, raccolto come un testimone dello zio antifascista morto nel campo di sterminio Dachau (in Germania) il 12 febbraio 1945.

Roberto Bruni era nato il 1° aprile 1949. Gli studi al liceo classico “Paolo Sarpi” di Bergamo e poi la laurea in giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano nel 1973. Affianca l’impegno e l’attività del papà Eugenio, esercita l’attività di avvocato penalista e nel 1998 viene eletto presidente della Camera Penale della Lombardia orientale, carica che ricopre per due bienni consecutivi. Nel 2004 è stato membro della Giunta nazionale della Unione delle Camere Penali Italiane di cui è stato componente dell’ufficio di presidenza, con l’incarico di tesoriere.

A fianco dell’attività forense, Bruni si è sempre impegnato in politica. Socialista con orgoglio, iscritto al Psi dal 1970, è stato consigliere comunale ad Alzano Lombardo, dal 1975 al 1980, ed a Bergamo, dal 1981 al 1995. Dal 1990 al 1995 è stato assessore al personale, all’anagrafe ed ai rapporti con i cittadini del Comune di Bergamo.

Alle elezioni politiche del 2001 si era candidato con la coalizione dell’Ulivo nel collegio uninominale di Bergamo città, conseguendo il 40,5% dei voti, mancando l’elezione per un soffio.

Nel 2004 viene eletto sindaco di Bergamo. Al ballottaggio del 27 e 28 giugno di quell’anno raccoglie il 53,9% dei voti. Nell’occasione è stato sostenuto da una maggioranza di centro-sinistra, di cui facevano parte Ds, La Margherita, SDI, Verdi, PdCI, PRC, Repubblicani Europei, Italia dei Valori e Udeur.

È stato il secondo sindaco di Bergamo con una storia politica a sinistra dopo l’esperienza amministrativa di Guido Vicentini. Nel 2009 non viene rieletto, ma la politica rimane una missione più che una passione. Nonostante la sconfitta elettorale è rimasto a Palazzo Frizzoni tra i banchi dell’opposizione.

Alle elezioni regionali in Lombardia del 2013 viene eletto consigliere per la Lista Ambrosoli. Terminata questa legislatura, si ritira dalla politica, ma il sindaco Giorgio Gori ha per lui un incarico delicato da affidargli: la presidenza della prestigiosa e importante società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio. Incarico delicato perché Sacbo deve ricucire rapporti con gli aeroporti ad Est di Orio e rinsaldare l’alleanza con Sea, la società degli aeroporti milanesi. Ma la malattia si affaccia e piano piano lo sottrae a tutti gli impegni, anche se fino alla fine non mancherà di presentarsi a Palazzo di Giustizia per continuare a seguire quell’attività forense che è stata la sua vita.

Roberto Bruni lascia nel dolore una comunità e una famiglia: la moglie, Maria Teresa Rota, conosciuta ai tempi della scuola (sposata poi nel 1973) e le due figlie, Federica e Barbara.

L’Amministrazione Comunale di Bergamo allestirà mercoledì 11 settembre la Camera ardente nell’Aula Consiliare di Palazzo Frizzoni dalle 10 alle 20 e giovedì dalle 8 alle 14. È in programma infine una commemorazione alle 15 di giovedì a Palazzo Frizzoni.

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