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Leclerc vince con la Ferrari a Monza: è un’impresa che unisce l’Italia

Il racconto di Daniele Cancelli, un tifoso della Ferrari presente a Monza domenica 8 settembre per assistere alla vittoria del monegasco

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I campioni di ogni era della Formula 1, nel corso dei decenni, da Lauda a Schumacher, passando per Scheckter e Regazzoni, hanno sempre inesorabilmente dichiarato che non esiste alcuna emozione paragonabile alla gioia di vincere a Monza guidando la Ferrari. Per un tifoso assistere a un trionfo di tale portata, partecipando attivamente con incitamento, urla e preghiere sportive, in mezzo a oltre 100mila persone vestite di rosso, nel tempio della velocità, non può far altro che, in due parole, arricchirne l’anima, lasciando un ricordo indelebile in quei cuori palpitanti.

Leclerc rende possibile l’impossibile, esaltando vecchie e nuove generazioni, rievocando nostalgicamente Gilles Villeneuve nei più anziani e esaltando bambini e ragazzini che trovano in lui un idolo di assoluta purezza.

Dannatamente talentuoso in pista e meravigliosamente semplice come persona; un 21enne che ha fatto sognare un autodromo, un Paese e un popolo intero, realizzando, nel giro di una settimana, la vittoria a Spa e l’apoteosi Rossa a Monza.

Charles Leclerc sul podio di Monza
Leclerc

Charles ha negli occhi qualcosa di speciale, la perdita del padre a soli 19 anni l’ha reso ancor più maturo di quanto già non fosse, in pista e nella vita, consentendogli di guidare come solo un fuoriclasse esperto è in grado di fare: cinico, determinato, freddo e deciso, abbinando manovre esaltanti a un irrisorio numero di errori.

In un periodo storico in cui, come italiani, ci troviamo a scontrarci e a spaccarci in due per orientamenti politici, il sentimento Ferrari diventa uno stato sociale popolare che unisce l’Italia come solo la Nazionale di calcio sa fare, colorando di un unico colore l’intera piazza Duomo mercoledì e l’autodromo di Monza durante la totalità del weekend.

Vedere persone di ogni età in lacrime e deliranti, abbracciarsi, senza neppure conoscersi, ci fa capire cosa significhi fare parte di questa famiglia che è, per decine di milioni di persone in ogni angolo del mondo, una seconda pelle.

Leclerc in pista, davanti a Hamilton e Bottas
Leclerc

La Nazionale Italiana dei motori ci ha regalato domenica 8 settembre emozioni e immagini che non dimenticheremo mai, a partire dall’inno cantato a squarciagola sotto al podio, scaturendo un senso d’appartenenza che nessun’altra scuderia al mondo è in grado di neppur minimamente determinare: quando vince la Ferrari, vince l’Italia… vincono gli italiani, quegli italiani che da oggi si sentono più completi, come tifosi, come sportivi, come persone.

Grazie Charles, Grazie Ferrari.

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