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Camera di Commercio, il manifatturiero cerca l'intesa per arrivare alla presidenza - BergamoNews
Le manovre

Camera di Commercio, il manifatturiero cerca l’intesa per arrivare alla presidenza

Tra il 13 settembre e il 22 ottobre le organizzazioni dovranno presentare tutti i dati ed eventuali apparentamenti: al momento il nome più caldo pare essere quello di Paolo Agnelli.

Per la mossa da “scacco matto” ogni giorno tra il 13 settembre e il 22 ottobre potrebbe essere quello buono.

La scacchiera sulla quale si stanno muovendo i giocatori è quella della Camera di Commercio, il cui consiglio è in scadenza il 10 marzo 2020 e che inevitabilmente cambierà volto dopo i dieci anni (doppio mandato) di gestione di Paolo Malvestiti.

Il primo passo sarà, come detto, il 13 settembre: l’attuale presidente pubblicherà l’avviso di avvio della procedura di rinnovo all’albo camerale, avviando i 40 giorni entro i quali le organizzazioni imprenditoriali dovranno presentare i dati relativi alla rappresentatività, comprensivi di finalità statutarie di rappresentanza delle imprese, articolazione delle strutture, servizi resi, attività svolte, numero delle imprese associate e occupati.

Lo stesso termine vale anche per organizzazioni sindacali e associazioni dei consumatori, che dovranno produrre documentazione relativa alla rappresentatività, articolazione delle strutture, servizi resi e attività svolte.

Ma, soprattutto, entro quei 40 giorni dovranno essere scoperte le carte di eventuali apparentamenti.

Ed è con questa finalità che, al momento, si stanno muovendo due pedine “pesanti”: le imprese del manifatturiero da tempo stanno lavorando a un’intesa, tra Imprese&Territorio e Confindustria, che cambierebbe gli equilibri in Largo Belotti e sarebbe decisiva per la nuova distribuzione dei seggi.

Che, indipendentemente dal risultato delle trattative, scenderanno da 30 a 22: 6 destinati all’industria, 4 all’artigianato, 4 al commercio (attuale espressione del presidente), 3 ai servizi alle imprese, uno a testa per agricoltura, cooperazione, turismo, trasporti e spedizioni, credito e assicurazioni.

A questi, infine, si aggiungono tre consiglieri in rappresentanza dei sindacati, dell’associazione consumatori e di liberi professionisti.

Una volta composto, il consiglio voterà la giunta, all’interno della quale sarà individuato il presidente.

Un nome su tutti si sta facendo largo tra la nebbia: è quello di Paolo Agnelli, presidente di Confimi Apindustria che ha già dato la propria disponibilità con la sola riserva, non di poco conto, di essere una scelta il più condivisa possibile a partire dalle 10 associazioni racchiuse in Imprese&Territorio.

Cantiere aperto, su questo fronte, in Confindustria che potrebbe puntare su un nome in forte discontinuità con il recente passato, mentre Ascom pare pagare la bufera giudiziaria che ha travolto Promoberg.

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