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Strada del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi

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Il “fiore” di Christian vince il concorso “Il Moscato in un biscotto”

Il "fiore del Moscato", ideato da Christian Pane, pasticcere della Forneria Cortinovis di Negrone, si è aggiudicato il concorso "Il Moscato in un biscotto"

È il “fiore del Moscato” ideato da Christian Pane, pasticcere della Forneria Cortinovis di Negrone (Scanzorosciate) il vincitore del concorso “Il Moscato in un biscotto”. Il biscotto che ha presentato ha conquistato il primo posto alla finale, che si è svolta sabato 7 settembre nel corso della 14esima edizione della festa del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi.

Fiore del Moscato

La sua proposta ha prevalso sugli altri quattro finalisti che, come lui, hanno superato le selezioni iniziali, ossia la Pasticceria Stefano di Villa di Serio, Elidor Patiserie di Bergamo, pasticceria Gali di Gorle. Ha ottenuto il punteggio più elevato sia dalla giuria tecnica sia dalla giuria popolare. La prima era composta dal maestro pasticcere Giovanni Pina (presidente); Francesco Gotti, chef della Nazionale Italiana Cuochi; Angela Vitali, assessore alla cultura e alla promozione del territorio di Scanzorosciate, presidente delle Terre del Vescovado e rappresentante della Strada del Moscato; Simona D’Alba, sindaco di Pedrengo e consigliere delle Terre del Vescovado; Paolo Russo, presidente del Consorzio tutela Moscato di Scanzo; Antonio Dell’Oro, pasticcere della Nazionale Italia Cuochi; Elio Ghisalberti, giornalista enogastronomico; Marco Redolfi, consigliere provinciale; e Dario Violi, consigliere regionale della Lombardia. La giuria popolare, invece, era costituita dai primi 30 spettatori pervenuti all’evento. In rappresentanza della regione è intervenuta alla serata anche Lara Magoni, assessore regionale al turismo, che ha ringraziato gli organizzatori per l’iniziativa aggiungendo che inserirà questo prodotto nelle specialità tipiche per promuovere il territorio.

Il concorso è stato indetto dall’associazione Strada del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi e il comitato turistico Terre del Vescovado in collaborazione con Francesco Gotti (chef del Bobadilla di Dalmine e responsabile Nazionale Italiana Cuochi – Nic) e Giovanni Pina (maestro pasticciere e membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani). Rivolto agli operatori del settore gastronomico della Provincia di Bergamo, ha l’obiettivo di valorizzare il Moscato di Scanzo individuando un biscotto che possa essere commercializzato, cioè riprodotto e venduto da pasticcerie e forni.

Christian Pane

Il vincitore, Christian Pane, spiega: “Gli ingredienti che ho adoperato sono: 400 grammi di burro anidro, che è più adatto a questa ricetta rispetto a quello classico, 40 grammi di tuorlo, vaniglia quanto basta, 700 grammi di farina “00”, 220 grammi di farina di mandorla, 200 grammi di zucchero a velo, 100 grammi di zucchero semolato, 3/4 grammi di backpulver (lievito in polvere), 15 grammi di cacao e 300 grammi di Moscato di Scanzo. Ho cercato di dargli una forma molto semplice affinchè possa essere facilmente riproducibile. Il nome deriva dallo stampo che ho usato per fare il biscotto”.

Il maestro pasticcere Giovanni Pina commenta: “Il concorso, alla sua prima edizione, si è svolto in una festa importante come quella del Moscato con un prodotto che è uno dei must della nostra agricoltura. Ce ne sono tanti altri, ma penso che questo passito sia la punta di diamante per cui dobbiamo farci conoscere in tutto il mondo. Per quanto riguarda il biscotto, in termini tecnici, mi hanno conquistato la struttura che il collega è riuscito a conferirgli, la piacevolezza nella masticazione e la persistenza finale del Moscato che era ciò che richiedevamo”.

Dello stesso avviso il giurato Antonio Dell’Oro, che osserva: “Un evento come questo è importante sia perchè valorizza una specialità come il Moscato sia perchè per il pasticcere è un’occasione per mettersi alla prova, è un’opportunità di crescita in un settore in cui non si smette mai di imparare e innovare. Il biscotto vincitore è ben bilanciato e buono, aveva una cottura appropriata e mangiandolo si percepisce l’aroma del Moscato più degli altri. A livello tecnico è ben fatto, esteticamente magari si sarebbe potuto fare qualcosa in più ma non è mai facile: il risultato è ottimo e può avere successo anche sul piano commerciale”.

Foto copertina di Alex Persico fotografia

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