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Dal libro al film, “Mio fratello rincorre i dinosauri” racconta la sindrome di down

Un film semplice, di una dolcezza disarmante, che riesce a raccontare con leggerezza una realtà complessa

Titolo: Mio fratello rincorre i dinosauri

Regia: Stefano Cipani

Attori: Alessandro Gassmann, Isabella Ragonese, Rossy De Palma, Francesco Gheghi, Lorenzo Sisto

Durata: 101 minuti

Giudizio: ***

Programmazione: UCI Cinemas Orio

Giacomo Mazzariol, all’epoca quattordicenne, nel 2015 pubblica un video su YouTube, come fanno tanti ragazzini come lui. Il suo video, però, non è come gli altri. In pochi minuti, esplora un mondo che spesso vogliamo tenere nascosto, o fare finta che non esista. Racconta la semplice e spontanea quotidianità di un bambino affetto dalla sindrome di down. Ma non si tratta di un bambino qualunque: Giovanni, detto Gio, è suo fratello.

Questo video fa il botto, con più di 400 mila visualizzazioni, e diventa presto un libro. Oggi, da quel libro, nasce un film semplice e senza pretese che, proprio in virtù di questa sua leggerezza, rispecchia appieno la spontanea vitalità di Giovanni.

Quando è nato Gio, Giacomo, detto Jack, era il bambino più felice del mondo. Finalmente, dopo anni di soprusi subiti dalle due sorelle maggiori, in superiorità numerica, l’arrivo di un maschio è per Jack quasi un miracolo. Tuttavia, mamma Katia e papà Davide (interpretato da un dolcissimo Alessandro Gassman) lo mettono in guardia: Gio non sarà come voi; vivrà in un mondo tutto suo e avrà dei tempi tutti suoi. Sarà speciale. Nella testolina del piccolo Jack, non passa molto prima che Gio si trasformi in un super eroe, dotato di poteri speciali.

Tuttavia, crescendo, Jack capisce che quei super poteri altro non sono che problemi, gravi, che Gio dovrà affrontare da solo: come farà a trovare un lavoro? E una ragazza? Come farà a vivere da solo? Morirà giovane? Il peso di tutte queste domande e il raggiungimento dell’età adolescenziale, già di per sé difficile, fanno sì che Jack prenda sempre di più le distanze da quel fratello diverso, così scomodo, irritante, addirittura imbarazzante.

Nel liceo nuovo, per impressionare gli amici della band e fare colpo sulla ragazza che gli piace, Jack decide così di tenere nascosta quella parte di sé e raccontare che suo fratello è morto. Vuole tenere a distanza di sicurezza le persone che gli vogliono più bene, perché la verità fa molto più male dell’apparenza. Tuttavia, come si sa, le bugie hanno le gambe corte e non ci è voluto molto prima che la verità venisse a galla. E quando l’ha fatto, Gio è stato il primo a perdonarlo e a dimostrargli il suo affetto incondizionato.

Da quel momento, Jack ha accettato e abbracciato la diversità di Gio, trasformando in un punto di forza quello che un tempo vedeva come debolezza. Dopotutto, chi siamo noi per dire cosa è normale e cosa è diverso?

Un film semplice, di una dolcezza disarmante, che riesce a raccontare con leggerezza una realtà complessa, non sempre facile da accettare. Tuttavia, seppur nella sua semplicità, riesce a trasmettere con successo il calore e l’affetto di una famiglia, unita oltre le difficoltà.

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