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La magia del paesaggio, la fotografia di Alessandro Pini a Pop-Up Garden

All’interno dello Spazio FaSE di Alzano, fino al 22 settembre, il giovane fotografo di Cividate al Piano porta una riflessione sul delicato equilibrio tra uomo e natura, nel contesto de I Maestri del Paesaggio

“Mi piacerebbe che la gente riuscisse ad emozionarsi ancora di fronte ad un paesaggio, riflettendo al tempo stesso sull’equilibrio sempre più precario nel quale stiamo riversando la natura, invece di proteggerla”.

Emozione e riflessione: questo vogliono trasmettere le fotografie che Alessandro Pini, fotografo 29enne di Cividate al Piano, espone all’interno di Pop-Up Garden, allo Spazio FaSE di Alzano.

Un “Pioneer” Corner che, fino a domenica 22 settembre (dalle 11 all’una), ripensa l’ex Cartiera Paolo Pigna come una piazza “green” di oltre 4mila metri quadri.

All’interno di questo contesto è nata la collaborazione tra Alessandro Pini e gli organizzatori, con il paesaggio come protagonista.
“Faccio da sempre fotografie di paesaggio” racconta Alessandro, “sia in Italia che all’estero”.

Panorami di Bretagna, Galizia, ma anche del fiume Oglio e del Parco dell’Adamello, fotografie che immortalano luoghi ma che trasmettono, nello stesso tempo, memorie ed emozioni. “Ogni paesaggio, per me, racchiude in sé una magia particolare, un’emozione che cerco di trasmettere attraverso le mie fotografie”.

Scatti in digitale, catturati con tempi d’esposizione lunghi, con soggetti che riportano alla natura ed anche al rapporto, per certi versi problematico, di quest’ultima con l’uomo. “Mi affascinano i paesaggi dove posso ritrovare un confronto tra la natura e la presenza dell’uomo, un equilibrio per certi versi instabile, che dona nello stesso tempo infinite possibilità di riflessione anche sulla fotografia stessa, sull’utilizzo della luce e sugli elementi che compongono il campo visivo”.

Soggetti che, in modo naturale, hanno portato ad una collaborazione di Alessandro con gli organizzatori di Pop-Up Garden.

“Sono felice di far parte di questo progetto, all’interno di uno spazio completamente rinnovato come quello del FaSE. Vorrei trasmettere ai visitatori, attraverso le mie fotografie, il bello e la libertà che si respirano nel contemplare e nel fotografare questi paesaggi e, allo stesso tempo, portarli ad una riflessione sulla natura e sulle condizioni in cui versa il nostro pianeta”.

Un progetto che si sposa con la cornice dello Spazio FaSE che, per l’occasione, diventa un vero e proprio bosco urbano, con paesaggio variegato ed una vegetazione che rimandano alla natura originaria del luogo, donandogli allo stesso tempo una nuova vita ecologica e sociale.

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