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L’auto nel lago con il cadavere, il difficile recupero e l’ombra dell’omicidio video

Ben 15 ore di lavoro per estrarre la Ford Fiesta di Rosario Tilotta. Ora Dna e autopsia. Il magistrato: "Aperte tutte le piste"

Ci sono volute ben 15 ore di lavoro per recuperare la Ford Fiesta di Rosario Tilotta, inabissata a 80 metri di profondità nelle acque del lago d’Iseo. Le complesse operazioni, iniziate alle prime luci dell’alba di giovedì, si sono concluse intorno solo alle 21, quando la vettura è stata estratta dal Sebino e posizionata sulla chiatta con a bordo gli uomini della Marina Militare di La Spezia che hanno collaborato con i carabinieri del comando provinciale di Bergamo, guidati dal colonnello Paolo Storoni.

Generico settembre 2019(Foto Federico Valentini)

Insieme a loro il magistrato incaricato del caso, Giancarlo Mancusi, e il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, che hanno effettuato una prima ispezione sul cadavere adagiato sui sedili anteriori, con la testa che spuntava dal finestrino del passeggero: “Per ora non sono emersi elementi che ci facciano propendere per una pista piuttosto che un’altra – le parole della Rota in serata – , ma l’ipotesi di reato rimane quella di omicidio colposo con occultamento di cadavere”.

Generico settembre 2019

La salma è stata subito trasferita all’istituto Labanof di Milano dove l’equipe del medico legale Cristina Cattaneo effettuerà le analisi. A partire dal test del Dna per stabilire se il corpo è proprio di Rosario Tilotta, scomparso a 59 anni da Scanzorosciate nel 2004. La moglie albanese Elva Kurti, oggi 44enne, ne denunciò la sparizione tre giorni dopo, prima di sparire nel nulla tre anni più tardi. Si è fatta viva mercoledì, quando dalla Macedonia ha telefonato ai carabinieri di Bergamo, dicendosi pronta a farsi interrogare.

Ci sarà da stabilire poi, attraverso l’esame autoptico sul corpo, se si è trattato davvero di un omicidio, oppure se sia stato un incidente o ancora un gesto estremo. Per questo sarà analizzata anche la Fiesta, riemersa con numerose ammaccature e trasportata in una carrozzeria di Costa Volpino, che potrebbe aver custodito al suo interno indizi preziosi.

Gli inquirenti non si sbilanciano. Ci vorranno giorni, forse settimane, per arrivare a porre la parola fine su una vicenda che ha appassionato tutti gli abitanti del Sebino, come dimostra il folto pubblico di curiosi presente giovedì a Tavernola.

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