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Principe di Napoli, il Comune stoppa la vendita e lo propone all’Università

L'immobile era stato inserito nel bando delle alienazioni dal Comune di Bergamo, con due bandi andati deserti: "Può rappresentare un valore aggiunto nel progetto che riguarda la riqualificazione della Montelungo"

Il Principe di Napoli non si vende e, anzi, la Giunta lo proporrà all’Università, come ulteriore spazio per le attività in espansione dell’Ateneo: la decisione arriva dopo la seduta della Giunta Gori di mercoledì 4 settembre, annunciata dall’Assessore alla riqualificazione urbana Francesco Valesini.

Il Principe di Napoli era stato inserito nel bando delle alienazioni dal Comune di Bergamo negli anni scorsi: due bandi di vendita, del valore di 2,4 e 1,7 milioni circa sono andati deserti, il secondo a ridosso della scadenza dello scorso mandato dell’Amministrazione Gori.

“La decisione – spiega Valesini – che abbiamo preso sottolinea che non abbiamo intenzione di svendere questo immobile, di cui abbiamo sempre confermato il valore, soprattutto da un punto di vista di qualità architettonica. Non usciremo quindi con un terzo bando, ma toglieremo il Principe di Napoli dal piano delle alienazioni”.

Da qui l’intenzione del Comune di partecipare alla recente manifestazione di interesse dell’Università degli Studi di Bergamo, alla ricerca di nuovi spazi a fronte della crescita degli studenti (che quest’anno toccheranno quota 24mila), proponendo all’Ateneo proprio il Principe di Napoli.

“Lo facciamo – continua Valesini – anche in coerenza con gli strumenti urbanistici, vista soprattutto la vicinanza alla ex Caserma Montelungo, oggetto di un progetto di residenza universitaria e raggiungibile anche aprendo un passaggio pedonale attraverso il parco Marenzi. Può quindi rappresentare un valore aggiunto nel progetto che riguarda la riqualificazione dell’ex caserma”.

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