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Non solo il giallo di Tavernola, lago d’Iseo un cimitero: altri cadaveri sul fondale

L'hanno riferito sommozzatori e pescatori della zona ai carabinieri. Il comandante Storoni: "Servirebbe una bonifica"

Non ci sarebbe solo il cadavere nella Ford Fiesta nel lago d’Iseo, ma i corpi sul fondale del Sebino sarebbero molti di più. L’hanno riferito sommozzatori e pescatori della zona ai carabinieri del comando provinciale di Bergamo che  stanno indagando sul caso della vettura di Rosario Tilotta, il pensionato scomparso da Scanzorosciate nel 2004, ritrovata nei giorni scorsi inabissata a ottanta metri di profondità a Tavernola Bergamasca.

“Da quanto emerso – spiega il comandate provinciale dell’Arma Paolo Storoni – in fondo al lago ci sono altri cadaveri. Ma non solo, anche numerose carcasse di auto, residui bellici e rifiuti di ogni genere. Ovviamente si tratta di segnalazioni che, soprattutto per quanto riguarda le salme, devono essere verificate. E, nel caso, potrebbero essere legate a incidenti o gesti estremi, non necessariamente a delitti”.

“Il fondale in alcuni punti è molto profondo – prosegue – come abbiamo potuto constatare in occasione della ricerche del turista olandese di 31 anni annegato un mese fa tra Pisogne e Castro. Si può arrivare anche fino a cento metri”.

paolo storoni

“Possibile quindi che lì si nascondano molte cose, gettate in passato quando i controlli erano meno rigidi rispetto a oggi e, per quel che concerne i rifiuti, quando la gente aveva meno sensibilità verso le tematiche ambientali”.

“Lo scorso febbraio per esempio – aggiunge il comandante – , fra Sarnico e Paratico, era stato scoperto un ammasso di tonnellate di scarti di lavorazione della gomma, probabilmente abbandonato da anni”.

“La soluzione sarebbe una bonifica dell’intera area, per liberare completamente il lago. Logico che si tratta di una strada costosa, lunga e di non facile realizzazione”.

“Sul caso di Tavernola al momento preferisco non sbilanciarmi. Stiamo lavorando – conclude Storoni – per il recupero della vettura e del cadavere al suo interno, per poi cercare di ricostruire l’intera vicenda”.

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