BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Mercato chiuso, finalmente parla il campo: ecco perché l’Atalanta è più forte

Lo zoccolo duro della formazione della scorsa stagione è rimasto; in più Gasperini può contare su due acquisti di alto livello come Muriel e Malinovskyi. Kjaer e Arana sono invece da scoprire

Più informazioni su

È finito il mercato. Bene. Non si parla più, tra bufale e telenovele, di Guardiola alla Juve, James al Napoli, Dzeko all’Inter, Correa al Milan, Higuain alla Roma, Dybala al Paris Saint Germain e Icardi che non si muove, Neymar al Barcellona forse, chissà.

L’Atalanta? Aveva fatto praticamente tutto a giugno con l’arrivo di Luis Muriel e poi Ruslan Malinovskyi, ma soprattutto ha confermato quasi in blocco i ragazzi del terzo posto. Bene, ottima scelta.

Se n’è andato solo Mancini e un ‘sacrificato’ era da mettere nel conto (30 presenze e 5 gol, un nazionale), tamponato con il colpo di coda Kjaer, dopo la meteora Skrtel, venti giorni e una breve apparizione con gol contro la Giana, poi più nulla. Mancini va alla Roma e arriva al fotofinish il capitano della Danimarca, trent’anni, pure lui alla Roma nel 2011-12 e prima ancora al Palermo dove Delio Rossi l’aveva definito “il più forte difensore che ho allenato”. Un granatiere di 1,90 forte soprattutto di testa e speriamo che sia utile anche per darsi una regolata contro i tanti gol di testa subìti in questo avvio di campionato.

Atalanta più forte? Sicuramente rinforzata, con un organico più adeguato al doppio impegno Serie A-Champions. Con più qualità e più esperienza internazionale: i nuovi arrivi sono giocatori già pronti per affrontare le nuove sfide europee, ormai il target dell’Atalanta è questo.

Dovesse lottare solo per salvarsi, come succedeva fino a pochi anni fa, basterebbe l’inserimento di due-tre ragazzi promettenti dalla Primavera e la rosa sarebbe già fatta. Il colpo Muriel (perché tale è stato, al di là della definizione abusata di colpo nel calciomercato) dà ulteriore potenza a un attacco che era già il più forte della Serie A, ma naturalmente le nuove sfide internazionali costringono ad alzare il tiro. Così l’arrivo di Malinovskyi, nazionale ucraino che ha vinto il campionato belga e che al momento Gasperini vede come vice Gomez.

Più complicato trovare anche un vice Ilicic e alla fine è rimasto nel parco attaccanti Musa Barrow, che sembrava destinato a fare le valigie verso Cagliari o addirittura Torino. O Verona, dove invece è andato Pessina che ha fatto subito gol regalando la vittoria ai gialloblù a Lecce.

È arrivato anche un altro esterno, il brasiliano Arana (sempre dal Siviglia) che abbiamo visto nello scorcio finale con il Torino, per compensare la partenza di Reca. Si ispira al suo connazionale Roberto Carlos e alla prima impressione ha in effetti qualcosa che ricorda l’ex interista, nella corsa, nello scatto: fermiamoci qui, perché è presto per fare altre previsioni, magari fosse come lui.

Atalanta più forte ma anche le altre non hanno badato a spese, per cui si possono considerare due tronconi: tre squadre che lottano per lo scudetto, Juve, Napoli e Intee davanti a tutte. E l’Atalanta nella fascia delle aspiranti a un posto in Europa, con le romane, il Torino e un Milan ancora indecifrabile, come la stessa Fiorentina anche se ha tenuto Chiesa e preso Ribery (ma ha 36 anni…).

La partenza da montagne russe, con la difesa che subisce cinque gol in due partite, non è proprio una novità per l’Atalanta di Gasperini. L’anno scorso 4-0 all’esordio in casa al Frosinone poi 3-3 con la Roma, ma alla terza giornata sconfitta (0-1 col Cagliari), quindi quattro punti nelle prime tre giornate. Due anni fa 0-1 con la Roma, 1-3 a Napoli e quindi quattro gol subìti nelle prime due partite e zero punti, poi la ripresa (2-1) col Sassuolo. Tre anni fa il 3-4 con la Lazio seguito dall’1-2 di Genova con la Sampdoria e i lavori in corso, sei gol subìti in due partite compensati dalla vittoria alla terza giornata (2-1) sul Torino, di nuovo uno 0-3 a Cagliari e poi però la risalita con le vittorie su Crotone e Napoli.

Comunque, la storia insegna che i problemi dietro non sono una novità alla partenza del campionato. Certo la sosta e gli impegni delle nazionali non aiutano a risolvere subito, impossibile fare prove in questo periodo. Ma potrebbe essere utile anche l’inserimento dell’ultimo arrivato Kjaer, che ha esperienza e sulle palle alte sa inserirsi molto bene, un po’ come faceva Mancini anche in attacco. E sarà prezioso per ritrovare più pericolosità sui calci piazzati nell’area avversaria, come sapevano già fare Toloi, Masiello, lo stesso Djimsiti, anche se il problema in questo momento è più quello di non prenderli.

Chiaro che la Champions è un banco di prova molto più duro, tuttavia il primo esame (se pur in trasferta) con la Dinamo Zagabria dovrebbe consentire di prendere le misure senza farsi venire mal di testa eccessivi. Ne riparleremo.

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.