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Il sostegno all’economia solidale parte da Bergamo: 9mila firme consegnate in Regione video

L’iniziativa ha avuto una dimensione regionale, ma ha profonde radici bergamasche. Il percorso è, infatti, iniziato nell’aprile del 2018 con l'allora Presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi e il vicepresidente del Biodistretto Claudio Bonfanti

Sono state consegnate nella mattinata di lunedì 2 settembre, in Regione Lombardia 9000 firme a favore della Legge di iniziativa popolare per la promozione e il sostegno dell’economia sociale e solidale in Lombardia lanciata lo scorso sette marzo e promossa dalla Rete di Economia Solidale della Lombardia che rappresenta i Distretti di Economia Solidale e i Gruppi di Acquisto Solidale lombardi, le Reti bergamasche Cittadinanza sostenibile e Bio-distretto per l’agricoltura sociale, e dal Forum Terzo Settore.

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Le firme, raccolte in centinaia di comuni lombardi, hanno ampiamente superato la soglia minima di 5.000 richiesta dalla Regione Lombardia.

L’iniziativa è stata coronata dal successo grazie al lavoro, durato 5 mesi, di oltre 100 volontari ed attivisti provenienti dai gruppi di acquisto solidale (GAS), dai Distretti di Economia solidale (DES), ma anche da associazioni, botteghe del commercio equo, pro loco, banche del tempo e singoli cittadini e cittadine, che in bergamasca sono stati coordinati da Cinzia Terruzzi, Diego Moratti e Simonetta Rinaldi della Rete di cittadinanza sostenibile, e grazie all’impegno di decine e decine di consiglieri comunali, assessori, sindaci e funzionari che hanno presenziato ai banchetti nelle piazze e contribuito alla autenticazione delle firme raccolte.

Tra gli obiettivi della legge, alla cui stesura hanno lavorato in modo particolare Elisabetta Bani – direttrice del dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Bergamo e Gloria Cornolti – responsabile del servizio sviluppo della Provincia di Bergamo, c’è il riconoscimento da parte della Regione dei soggetti operanti nell’economia solidale e sociale; l’istituzione di un forum regionale dell’economia solidale e sociale con il compito di elaborare proposte, organizzare l’attività di divulgazione e fornire dati; l’istituzione di un comitato scientifico per le indagini di settore; la creazione di distretti territoriali per favorire l’incontro tra le istanze della società civile e ciò che l’Economia solidale e sociale offre in termini di beni e servizi per la collettività; favorire l’emergere di un mercato del lavoro che indirizzi gli studenti e le studentesse verso lavori o iniziative di auto imprenditorialità nell’ambito dell’economia solidale e sociale.

Il prossimo passo sarà costituito dalla discussione della proposta di legge in Consiglio Regionale (il testo completo e tutte le informazioni utili si possono trovare su www.economiasocialesolidalelombardia.it).

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L’iniziativa ha avuto una dimensione regionale, ma ha profonde radici bergamasche. Il percorso è, infatti, iniziato nell’aprile del 2018 quando il Presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi e il vicepresidente del Biodistretto Claudio Bonfanti – raccogliendo le istanze emerse con la Carta di Milano dell’Expo, con il dibattito attorno al G7 dell’agricoltura svoltosi a Bergamo e le innovazioni dei progetti dei territori smart land sostenuti dal Settore sviluppo della Provincia – hanno avviato nel dicembre del 2017 un confronto tra le realtà bergamasche all’interno del convegno “Scommettere sul futuro, le prospettive dell’economia sociale e solidale” con il quale si è instaurata una collaborazione con l’Università di Bergamo, percorso proseguito nei mesi di aprile e maggio 2018 con i convegni “Dalla smart land all’economia solidale”“Scommettere sull’economia sociale e solidale” con la chiamata a raccolta delle realtà italiane (Friuli, Emilia, Trento, Piemonte) già attive a livello legislativo su questi temi. Da lì la volontà di lanciare anche in Lombardia una proposta di legge che è stata presentata a gennaio del 2019 contemporaneamente alla proposta di aprire anche in bergamasca un cantiere dell’economia sociale e solidale. Da marzo a settembre, come detto, la raccolta firme coronata dal successo di questi giorni.

“Il numero delle firme raccolte – dichiara Lucio Moioli, direttore di Confcooperative Bergamodimostra che è forte il desiderio di lavorare per un bene che sia davvero comune. È un segno di speranza: un’economia partecipata, sostenibile, inclusiva, dal respiro lungo e dallo sguardo ampio è possibile e può contare su larghi settori delle nostre comunità”.

“È stata una straordinaria esperienza positiva – dichiara Cinzia Terruzzi della Rete di cittadinanza sostenibile dove ciascuna delle organizzazioni promotrici ha fatto la sua parte lavorando in sinergia con tutte le altre. Sono 9.000 e passa cittadine e cittadini lombardi coinvolti e convinti da questa proposta, e ringrazio tutte le persone, a partire dai volontari, che hanno reso possibile questo successo. Ciò testimonia che l’Economia sociale e solidale non è un’invenzione, e neanche un gioco di parole, ma una realtà viva a concreta”. 

“Questo risultato – commenta Matteo Rossi, oggi consigliere della Fondazione Istituti Educativi è sicuramente di buon auspicio all’inizio di un anno durante il quale, dalle giornate dell'”Economia di Francesco” convocate dal Papa ad Assisi fino al forum sociale di Barcellona sulle economie trasformative, i temi dell’economia sociale e solidale possono davvero fare un salto di dimensione e di qualità, parlando soprattutto alla generazione di Fridays for future che è scesa in piazza per il cambiamento del nostro sistema economico”.

Ma che cos’è l’economia sociale e solidale? È un modo di soddisfare i bisogni umani attraverso attività economiche e produttive che rafforzano i valori della giustizia sociale, sostenibilità ecologica, cooperazione, mutualità, comunità, non discriminazione e democrazia economica. Si esprime attraverso una costellazione di gruppi di cittadini in rete, organizzazioni civiche, piattaforme di consumatori e produttori, imprese cooperative e istituzioni pubbliche collaborative.

L’economia sociale e solidale si propone di ri-orientare le politiche pubbliche, il commercio, la produzione, la distribuzione, il consumo, gli investimenti, il denaro, la finanza e le diverse forme di proprietà al servizio del benessere delle persone e dell’ambiente. Oggi, l’Economia Sociale e Solidale è un’alternativa reale di produzione, distribuzione e consumo, un fenomeno che si sta diffondendo e che rappresenta oltre il 10% di tutte le imprese dell’Unione Europea, coinvolgendo più di 13,6 milioni di persone, circa il 6,3% dei lavoratori dell’UE, e 82 milioni di volontari.

Le prossime tappe. Per quel che riguarda la legge ora i promotori saranno convocati dalle commissioni consiliari competenti e inizierà l’iter istituzionale.

Sabato 28 settembre alle 10 presso il Sole e la Terra di Curno, all’interno della tre giorni “Agricoltura e diritto al cibo” promossa dal Biodistretto in collaborazione con il Comune e la Provincia di Bergamo, verrà presentata la prima ricerca sull’economia sociale e solidale nel territorio bergamasco commissionata dalla Fondazione Istituti educativi che, nel mese di ottobre, lanceranno il primo bando per le nuove economie di comunità.

La formazione professionale in relazione alle competente dell’economia solidale sarà invece al centro di un seminario Ersamus internazionale che si svolgerà in città dal 14 al 19 ottobre e che si concluderà proprio nella sera di venerdì 19 ottobre con una festa per la raccolta firme presso il Parco dei Colli. In quell’occasione verranno lanciate le attività per la costituzione del primo distretto dell’economia sociale e solidale sul territorio bergamasco e verso altri due appuntamenti fondamentali: le giornata dell’”Economia di Francesco” lanciate dal Papa per marzo ad Assisi e il forum sociale delle economie trasformative che si terrà a Barcellona a maggio 2020.

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