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Atalanta, mercato promosso con riserva: bene Muriel e Malinovskyi, manca un vice a de Roon e Freuler

In attacco tanta qualità con l'arrivo del colombiano; dietro la telenovela-Skrtel ha condizionato gli ultimi giorni di trattative; sulle fasce scopriremo Arana

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Che mercato ha fatto l’Atalanta?

Gasperini aveva chiesto il mantenimento dei big e una iniezione di qualità, che vuol dire giocatori pronti per campionato e Champions, tralasciando elementi da fare crescere e valutare nel tempo. Inoltre, la possibilità non tanto nascosta di dire la sua. Percassi aveva saggiamente risposto affidando al figlio Luca la supervisione del mercato, un modo elegante per limitare Sartori e convincere Gasperini a rimanere.

Il primo risultato, il mantenimento dei big, è stato centrato con qualche adeguamento negli stipendi.

Inoltre Gasperini aveva chiesto una rosa numericamente gestibile con due titolari per ruolo. Un pensiero più volte ribadito anche nelle precedenti stagioni.

Da cui parziale sfoltimento di giocatori a parere del tecnico non pronti. Un lavoro non sempre facile per Sartori, recuperato con operazioni di prestiti per i vari Reca, Pessina, Valzania, Varnier, oltre al collocamento di Cornelius che rientrava dal prestito, per non parlare di Berisha che di fare il secondo a Gollini non ne voleva sapere. Da qui la scelta di rimettere in rosa Sportiello che serve anche per riempire la casella dei giocatori cresciuti nel settore giovanile.

Tutti elementi, quelli citati, che il mister ha bocciato per la stagione che attende l’Atalanta. Risultato addio Zingonia, di bergamaschi nemmeno l’ombra e i superstiti italiani rimangono solo Gollini e Masiello.

Un problema di scelte che colpisce quasi tutte le squadre di serie A, partendo dai settori giovanili fino ad incidere sulla nazionale di Mancini. Rimango sempre più convinto che sia tempo di introdurre limitazioni a giocatori con il passaporto non italiano. Discorso difficile, quanto clamoroso, che nessuno se la sente di affrontare. Vengono in mente le parole di Favini quando a proposito di settori giovanili diceva “non si parla più italiano”.

Mercato dell’Atalanta a due facce. Fuochi d’artificio senza perdere tempo con l’acquisto di Muriel. In linea con la qualità che chiedeva l’allenatore.

Poi qualche pausa di troppo per arrivare a Malinovskyi, giocatore di qualità per il quale rimane il dubbio sull’effettivo ruolo. Secondo Gasperini oggi più mezza punta che centrocampista. Con il risultato che non si vedono alternative a de Roon e Freuler, quest’ultimo in grado di fare la doppia fase per cui risulta inspiegabile il suo poco utilizzo di quest’anno, considerato che Pasalic non ha mai del tutto convinto e forse non ha nemmeno le medesime caratteristiche.

La società, mi auguro anche il tecnico, la pensa diversamente così per i ruoli di metà campo non rimane adeguato ricambio nemmeno a livello numerico. Un rischio elevato per gli impegni che aspettano l’Atalanta.

Giusta la cessione di Mancini che non era titolare inamovibile, mentre la telenovela Skrtel riaccende la domanda sull’effettivo intervento di Gasperini nella scelta dei giocatori, da cui dobbiamo credere nel danese Kjaer, 30 anni e 1,91 di altezza, sperando sia una decisione condivisa. Non è il difensore veloce che mancava, ha dalla sua esperienza internazionale e una età spendibile per i carichi di lavoro che chiede Gasperini.

Rimane l’impressione che si è giocato al risparmio e vista la conferma di Ibanez si può solo parlare in termini numerici, che non fa rima con la qualità che servirebbe.

Sugli esterni si aspettava una alternativa già pronta. Reca, seppur nazionale polacco, non ha mai convinto Gasperini, l’ideale era Laxalt. È arrivato Arana, un brasiliano che a Siviglia non giocava o quasi. Si è scelto un giocatore di prospettiva, tutto da scoprire.

Dall’inizio di mercato l’allenatore aveva chiesto una valida alternativa a Ilicic e Gomez. Ammesso che non possa esserlo Malinovski per Gomez e Muriel per Ilicic, non pareva indispensabile. Anche perché certi nomi immaginati come Defrel e Verdi cercano squadre dove giocare e Zapata, Muriel, Gomez, Ilicic con l’aggiunta di Barrow (che a questo punto rimane il quinto attaccante), coprono più di una scelta.

Alla fine voto sicuramente positivo solo per il mantenimento dei big: la palla passa al lavoro di Gasperini. Il quale, probabilmente, si aspettava qualcosa di diverso.

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