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Il ritorno del ‘Re Leone’ delude le aspettative: un remake identico a se stesso

La giusta dose di novità, nel rispetto delle tradizioni, è vincente. Il regista Jon Favreau, a quanto pare, non la pensa ugualmente

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Titolo: Il Re Leone
Regia: Jon Favreau
Attori: Marco Mengoni, Elisa, Edoardo Leo, Luca Ward, Massimo Popolizio
Durata: 118 minuti
Giudizio: ****
Programmazione: UCI Cinemas Orio

Esce nel ’94 e si aggiudica il titolo di maggiore incasso mai registrato nella storia della Disney. Come dimenticarlo. Penso abbia lasciato un segno in ognuno di noi: dalle canzoni meravigliose, alle battute esilaranti. Ma soprattutto, mai dimenticheremo il trauma emotivo causato dalla morte di Mufasa. E qui no spoiler, perché la trama de Il Re Leone la conosciamo tutti benissimo.

E questo, così come è stato per le precedenti rivisitazioni dei classici Disney, può diventare fonte di rischio. Dunque, qui si pone la domanda da un milione di dollari: virare dall’originale e destare lo stupore dello spettatore che, da buon fedelissimo, potrebbe non apprezzare le licenze poetiche, oppure seguire di pari passo le orme dell’originale? A parer mio, cosa di cui ho avuto conferma recentemente con Dumbo, la risposta sta sempre nel mezzo: la giusta dose di novità, nel rispetto delle tradizioni, è vincente. Jon Favreau, a quanto pare, non la pensa ugualmente.

Ritroviamo la Terra del Branco esattamente come l’avevamo lasciata 25 anni fa: in festa, per la nascita dell’erede di Mufasa, Simba. Tuttavia Scar, fratello minore di Mufasa, furioso e divorato dall’invidia, escogita un piano per distruggere il fratello e salire finalmente al trono. Così, con un escamotage (che ci perseguita ancora nel sonno), uccide Mufasa e fa credere al piccolo Simba di essere responsabile per la morte del padre. Simba, terrorizzato, scappa e si crea una nuova vita, con una nuova famiglia: Timon e Pumbaa. Tempo dopo, tuttavia, la terribile reggenza di Scar mette in pericolo le vite degli animali che popolano il regno e Simba verrà richiamato alla Rupe dei Re per assumersi le sue responsabilità in quanto legittimo sovrano.

Per carità, le lacrime e la pelle d’oca non sono certo mancate. Dopotutto, sempre de Il Re Leone si tratta. Tuttavia, mi aspettavo un pizzico di novità che non c’è stata. Qualche variazione sottile c’è, qua e là, ma è talmente minimale che non può costituire fonte di reale novità. Il che è strano perché, visti i precedenti, le rivisitazioni moderne Disney dovrebbero servire a piegare i limiti dei Classici del passato per poter meglio inquadrare una realtà nuova.

Questa rivisitazione, invece di riscrivere il passato, semplicemente lo riedita, passando dall’animazione al CGI. Ma se nell’aspetto cambia, nel contenuto resta uguale. Io stessa, in quanto purista, apprezzo che dell’originale ci sia tutto; ma se di originale non c’è niente, che senso ha avuto rifare una nuova versione dello stesso identico film?

Infine, ultimo ma non meno importante, ho trovato il doppiaggio veramente scadente. Mengoni ed Elisa, per quanto cantanti fenomenali, dovrebbero lasciar fare i doppiatori a chi davvero lo sa fare.

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