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Atalanta, tanti errori da correggere, e col Toro finisce (quasi) sempre male fotogallery

L'ultima sconfitta in campionato proprio con i granata, sei mesi fa. Ritrovare la miglior difesa (con Kjaer) e più concretezza

Bella, spettacolare: un’Atalanta che gioca i primi 20 minuti da urlo, prende a pallate il Toro, quasi un tiro a segno.

Impossibile non fare gol se ti presenti cinque-sei volte davanti al portiere. Però succede e se succede poi non sai come va a finire.

Soprattutto se hai di fronte il Torino, l’ultima squadra che ti ha battuto, 14 partite fa, il 23 febbraio scorso (2-0 a Torino). È anche la squadra che ha il portiere più forte del campionato e Sirigu tale si conferma nella serata di Parma, ben altro che il Berisha di una settimana fa.

Insomma, quello che all’inizio sembra un monologo nerazzurro si trasforma invece in una serata amara, molto amara. L’Atalanta perde, come sei mesi fa. Ma poteva finire pari e forse sarebbe stato anche più giusto e magari qualcuno ha rimpianto lo 0-0 di un anno fa (26 settembre) sempre col Toro, a Bergamo.

Stesso numero di calci d’angolo per l’Atalanta, 11 come stavolta a Parma. Però, volete mettere uno 0-0 noioso in cui il Toro gioca a fare la lotta e gli autoscontri e invece una partita spettacolare con due eurogol di Zapata? Molto meglio la seconda, vero? Peccato che l’Atalanta prenda tre gol, due volte di testa quasi in fotocopia e uno, il 2-2 di Berenguer, quasi la fotocopia del gol della Spal alla prima giornata, incursione sulla fascia destra atalantina e entrata in area senza ostacoli.

Troppo facile, come i due gol subiti su calci piazzati.

Per dire di una partita molto strana, in cui pesano davvero tanto gli errori dei nerazzurri in fase difensiva. Ma anche davanti a Sirigu, se alla serata “strepitosa” (definizione di Gasperini e non si può non essere d’accordo) di Zapata si contrappone la vena poco precisa di Ilicic, del Papu, che evidentemente quando incontrano il Toro si incartano e non riescono mai a dare il meglio di se stessi.

Aggiungete che nei primi 20′ anche Gosens, de Roon, Hateboer potrebbero fare gol e l’esterno olandese fallisce di testa anche al 92′. All’80’ manca il gol di testa anche Zapata, però il Panterone va soltanto applaudito dopo una prestazione superlativa.

Tanti errori, qualcuno lo commette anche Gasperini, lo ammette lo stesso tecnico quando nel dopopartita confessa di avere fatto cambi un po’ forzati, che probabilmente non rifarebbe, almeno in quei tempi. Ma l’ansia del risultato…

L’Atalanta aveva rimontato, sembrava sulla strada felice di altre partite, prima di farsi fregare dai calci piazzati di Baselli e soci. Il Toro si permette di non far segnare Belotti, che fa a sportellate per tutta la partita e pure è utile alla squadra. L’Atalanta mette sul piatto un super Zapata, il Toro replica mandando in gol Bonifazi, Berenguer, Izzo. Soprattutto i granata si esaltano con il loro super Sirigu e con la voglia di reagire all’eliminazione in Europa League.

Mentre Gasp prova a rigiocare la carta Muriel e Malinovskyi, ma non è serata neanche per loro.

Ci sarà tempo per correggere gli errori, perché cinque gol in due partite sono troppi: li hai anche fatti, è vero (tre alla Spal) e molto bene per Muriel e Zapata, ma non basteranno soltanto loro. È anche presto per dire se questo Toro può fare, come gli piacerebbe, la parte dell’Atalanta di un anno fa.

Pensiamo all’Atalanta e fidiamoci delle parole di Gasp: “Usciamo convinti di poter fare molto bene, vedremo dove siamo stati carenti”.

Certo, l’Atalanta che conoscevamo come ci aveva abituato Gasp, sui calci piazzati sapeva quasi sempre colpire, ora invece subisce gol. Bisogna ritrovare queste qualità e siamo solo alla terza giornata, che ripartirà dopo la sosta per le nazionali il 15 settembre. In nazionale andrà anche Kjaer, nuovo acquisto per la difesa, al posto della meteora Skrtel. E dovrebbe essere anche l’ultima mossa al mercato che chiude oggi, lunedì 2 settembre.

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