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Rogo in psichiatria, proteste fuori dall'ospedale: lunedì i funerali della giovane - BergamoNews
A osio sopra

Rogo in psichiatria, proteste fuori dall’ospedale: lunedì i funerali della giovane

Saranno celebrati lunedì 2 settembre alle 9, nella chiesa di San Zenone a Osio Sopra, i funerali di Elena Casetto, la giovane vittima del rogo che si è propagato nel reparto di psichiatria

Saranno celebrati lunedì 2 settembre alle 9, nella chiesa di San Zenone a Osio Sopra, i funerali di Elena Casetto, la giovane vittima del rogo che si è propagato nel reparto di psichiatria all’ospedlae Papa Giovanni XXIII di Bergamo. La salma della giovane sarà poi tumulata nel cimitero di Bergamo. Lo annunciano la mamma India e il fratello Bruno al termine della manifestazione di protesta che ha riunito, nella sera di sabato 31 agosto, una sessantina di persone che hanno chiesto verità e giustizia.

Generico settembre 2019

“L’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani ha equiparato la contenzione alla tortura, ma secondo un’indagine della campagna “E tu slegalo subito” i dirigenti di ben 302 reparti psichiatrici su 320 (oltre il 95%) continuerebbero a utilizzarla – riporta una nota del Comitato dei cittadini per i diritti umani Onlus -. Il ricorso a questa pratica, che quasi ci ricorda i tempi di Torquemada, viene giustificato perché il paziente sarebbe agitato, ma sono in molti a non essere d’accordo”.

Secondo Alberto Brugnettini, vicepresidente del CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani), “La legge sul Trattamento Sanitario Obbligatorio – impropriamente chiamata Legge Basaglia – viene troppo spesso abusata adducendo lo stato di necessità. In realtà, molti dei cosiddetti TSV (Trattamento Sanitario Volontario) sono dei TSO mascherati. Come direbbe il Padrino, al malcapitato viene fatta un’offerta che non può rifiutare: ci segui di tua spontanea volontà oppure ti prendiamo con la forza. A volte è sufficiente non presentarsi per la puntura mensile. Francesco Mastrogiovanni e Andrea Soldi, morti di TSO in anni recenti, furono prelevati mentre erano assolutamente tranquilli. Lo stato di agitazione è sopravvenuto dopo, in seguito all’intervento forzoso: una reazione umana del tutto normale, date le circostanze – per nulla sintomatica di squilibrio”.

Il CCDU, in applicazione dei principi sanciti dall’ONU, chiede una riforma in senso garantista della legge 180 e l’immediata messa al bando di contenzione e di ogni altra pratica che, in spregio all’articolo 32 della nostra Costituzione, violi “i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. “Chiediamo verità e giustizia
sulla morte di Elena Casetto” conclude Brugnettini – la contenzione ancora in uso nel 95% dei reparti di psichiatria in Italia: è ora di finirla !

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