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L’auto con cadavere nel lago è di un uomo scomparso da Scanzo nel 2004 - BergamoNews
Tavernola

L’auto con cadavere nel lago è di un uomo scomparso da Scanzo nel 2004

I carabinieri sono risaliti al nome del proprietario della Ford Fiesta inabissata a 80 metri di profondità nel Sebino: solo l'autopsia stabilirà se il corpo sia effettivamente il suo.

Gli inquirenti, sin dalle prime battute dell’indagine, hanno cercato di mantenere il massimo riserbo sull’oggetto delle ricerche nelle acque del Sebino, nel territorio di Tavernola.

Per un motivo semplicissimo: evitare che qualcuno con il gusto del macabro si potesse immergere per vedere con i propri occhi quel cadavere intrappolato in un’auto a 80 metri di profondità, segnalato da due sub amatoriali di Palazzolo sull’Oglio.

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Ma proprio un’iniziativa spontanea, da parte di un volontario dell’Associazione soccorso Sebino di Pisogne che sta collaborando con le forze dell’ordine fornendo anche supporto tecnologico, potrebbe aver dato un’accelerata, e una svolta, alle indagini sul giallo.

Il ragazzo venerdì, assumendosi ogni responsabilità e tutti i rischi del caso, si è immerso fino a scorgere l’auto sul fondale, arrivando talmente vicino da poter confermare che all’interno, in avanzato stato di decomposizione e appoggiato a uno dei due finestrini anteriori, c’era effettivamente il cadavere di un uomo.

Ma ha fatto di più, riuscendo dove il mini-sommergibile del Soccorso Sebino aveva fallito a causa di un problema tecnico: memorizzare e portare a galla il numero di targa di quella vettura inabissata.

Da lì per gli inquirenti, coordinati dal pm Giancarlo Mancusi, è stato semplice risalire al proprietario: Rosario Tilotta.

Un nome “noto”: l’uomo, nato in Tunisia con chiare origini siciliane, incensurato e che oggi avrebbe avuto 72 anni, risulta infatti scomparso dal 2004, quando a denunciarne l’irreperibilità fu la moglie, una cittadina albanese che oggi di anni ne ha 44 e che con lui da poco si era trasferita a Scanzorosciate. Rosario ha anche un fratello, Diego, che abita a Cavernago e ha 79 anni: è convinto che il congiunto scomparso fosse finito in brutti giri.

Se il cadavere sia il suo lo stabilirà l’autopsia che verrà svolta una volta che l’auto, una Ford Fiesta, sarà riportata in superficie: compito che spetterà ai carabinieri subacquei di Genova, attesi sulle rive del lago d’Iseo ufficialmente per giovedì 5 settembre (non è escluso che dati gli sviluppi inattesi il loro arrivo possa essere anticipato).

Fino ad allora, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria e sotto il presidio delle forze dell’ordine, nessuno potrà navigare e immergersi nel tratto di Sebino sul quale si affaccia il cementificio di Tavernola.

Impossibile, al momento, privilegiare un’ipotesi investigativa rispetto ad altre.

Potrebbe essersi trattato di un gesto estremo e volontario, così come un incidente fatale: a questo proposito è utile sottolineare come nel 2004 in quel suggestivo e tortuoso tratto di provinciale che costeggia il lago non vi fossero guardrail contenitivi che potessero prevenire un’uscita di strada improvvisa.

Ma sarebbe prematuro anche escludere l’eventualità di un crimine.

Per capirne di più i carabinieri, tramite il Consolato, proveranno a rintracciare la moglie, che all’epoca dei fatti pare fosse incinta e avrebbe partorito otto mesi dopo la scomparsa del marito dando al bambino il proprio cognome.

Tutte suggestioni che rimarranno tali finchè la Ford Fiesta non verrà recuperata dal lago: dal risultato dell’autopsia, a cascata, gli inquirenti potrebbero trovare in fretta tutte le risposte che cercano.

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