Da Sotto il Monte alla Cornabusa, in mille alla notte di preghiera
Un appuntamento che si ripete ogni fine estate, da cinque anni a questa parte.
Il cammino è iniziato sabato sera 31 agosto al Sotto il Monte, un pellegrinaggio in una notte di preghiera per raggiungere all’alba il santuario della Cornabusa in Valle Imagna. Un appuntamento che si ripete ogni fine estate, da cinque anni a questa parte.
In mille hanno seguito la grande croce portata da giovani e da alcuni seminaristi. Che cosa porta con sé questo momento? Perché fai questo cammino? Sono le domande che mi sento rivolgere da più parti. “È un’emozione essere parte di questo gruppo di credenti, di persone alla ricerca di Dio, che insieme camminano, pregano, faticato e sorriso insieme” rispondo.
La Croce, la recita del Rosario, la lettura della Passione di Cristo, ciascuno ha affidato al Cristo i propri dispiaceri, le proprie croci, e nonostante i numerosi “tuttavia” resta fedele la risposta di Gesù: “non sia fatta la mia, ma la tua volontà”.
Giunti al santuario della Cornabusa, alle prime luci dell’alba la celebrazione della messa. Monsignor Vittorio Nozza ha ricordato nell’omelia che “Nel cammino abbiamo percorso dei territori, incontrato comunità, volti; compito della Chiesa nel lambire questi luoghi è rivelare il volto del Cristo nelle fragilità e nelle paure del quotidiano”.
Nelle preghiere dei fedeli si è ricordato il nostro impegno e le nostre responsabilità nella cura del creato cercando salvaguardare la Terra, i mari, l’aria dall’inquinamento dell’uomo.
La Madonna anche quest’anno ci ha guidato e sostenuto aiutandoci ad incontrare Dio nella preghiera sotto le stelle.
Il santo Papa Giovanni XXIII diceva del Santuario della Cornabusa: “È il santuario più bello che esista perché non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso”.






