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Forza Atalanta, non è missione impossibile: con Dinamo e Shakhtar si può sognare

La stella del girone è il Manchester City di Guardiola, avversario inarrivabile. La prima sfida è un amarcord: ritorno a Zagabria dopo 29 anni

Corsi e ricorsi: anche nel calcio, come nella vita. La prima notizia infatti è che, con il debutto in Champions a Zagabria mercoledì 18 settembre, si torna indietro di 29 anni, alla prima trasferta in Coppa Uefa di quella stagione, quando presidente era ancora Antonio Percassi.

Nella breve esperienza in panchina di Pierluigi Frosio. L’Atalanta allora esordì in casa il 19 settembre 1990 e finì 0-0, poi al ritorno il 3 ottobre a Zagabria bastò un rigore di Evair per pareggiare il gol di Boban. Il futuro milanista, giocatore e ora dirigente, era la stella di quella Dinamo, assieme al bomber Suker. Ma passò il turno l’Atalanta di Ferron, Evair, Nicolini e Caniggia, che poi riuscì a superare anche la bolgia di Istanbul sul campo del Fenerbahce e più avanti il Colonia, fino a doversi arrendere contro l’Inter.

Non era una Cenerentola allora e non lo sarà, crediamo, speriamo, nemmeno oggi.

L’Atalanta siede al tavolo delle grandi in Serie A e ora anche in Champions, ma non è un’intrusa. Ed è molto rispettata. Per come gioca, per la fama che si porta dietro il suo allenatore, evidentemente molto apprezzato anche sui palcoscenici europei. Alberto Galassi, membro del consiglio di amministrazione del Manchester City: “Siamo molto contenti di incontrare l’Atalanta, una grande società che rispetto molto. È bello, sarà una splendida sfida: la squadra di Gasperini gioca molto bene”.

Gli fa eco il dirigente Txiki Begiristain: “L’Atalanta? Sono forti e giocano un ottimo calcio e poi è sempre difficile affrontare le squadre italiane”.

E l’allenatore dello Shakhtar, Luis Castro: “L’Atalanta è molto rapida in attacco, quindi dovremo essere ben preparati. Sono tre rivali con diversi stili di gioco. Gasperini ha fatto un ottimo lavoro, ha una squadra molto forte con un modello tattico diverso dagli altri e una motivazione ai massimi livelli”.

Parole di circostanza? Forse. Però, senza cadere nella presunzione di considerarsi favoriti per il secondo posto nel girone, dietro all’inarrivabile Manchester City di Guardiola, si può dire che questa Champions l’Atalanta se la giocherà.

Non è un girone di ferro, anche se di facile nella Coppa dalle grandi orecchie non c’è nulla. E magari a qualcuno tremano le gambe quando sente quella che chiamiamo la musichetta ed è un bellissimo inno, da brividi.

Però, passata la prima emozione, l’Atalanta si farà valere e farà vedere quel che sa fare, senza aspettare magari mezz’ora o quasi come è successo a Ferrara contro la Spal. Con la mentalità giusta, da subito, perché la Dinamo Zagabria è già rodata dopo aver superato lo scoglio degli spareggi ed è una squadra giovane, che non molla. Con la stella spagnola Dani Olmo, bomber e nazionale Under 21, la formazione allenata da Bjelica ha anche un portiere di sicuro avvenire, Livakovic, già nel giro della Nazionale.

Sarà un po’ un derby per Mario Pasalic, così come per Ruslan Malinovskyi, il primo ucraino nella storia dell’Atalanta, quando affronterà lo Shakthar Donetsk. Che in realtà gioca a Kharkiv, a circa 300 chilometri da Donetsk. Lì, al Metalist Stadium ha sfidato anche la Roma quando la squadra ucraina era allenata da Paulo Fonseca.

E sarà un po’ come tornare nel suo vecchio stadio anche per il Papu Gomez, che nel Metalist ha vissuto un’esperienza non felicissima, sei anni fa.

Lo Shakthar è considerato squadra abbordabile, non insuperabile o quasi come altre del panorama Champions. Però è imprevedibile, con la tecnica dei suoi brasiliani, primo fra tutti quel Taison, attaccante che la Roma ha cercato ancora fino a pochi giorni fa. E Tetè, altro attaccante brasiliano in grande ascesa, che ha solo 19 anni…

Il Manchester City? Basta dire che è probabilmente la squadra più forte della Champions, che vuole vincere la Coppa e ha l’allenatore più bravo. Serve altro? L’Atalanta sarà in campo a Manchester martedì’ 22 ottobre dopo Lazio-Atalanta (due trasferte terribili…) e a San Siro mercoledì 6 novembre. Per ben figurare, per imparare calcio sperando che il maestro Guardiola non sia troppo severo.

Ma saranno le altre sfide a decidere il futuro della banda Gasp.

(La foto di 29 anni fa, 3 ottobre 1990, partita Dinamo Zagabria – Atalanta, è di Daniele Belotti)

 

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