Logo

Temi del giorno:

Che i cani siano più affettuosi dei gatti non è altro che uno stereotipo: dell’amore felino parla il tratto dalla storia vera di James Bowen “A spasso con Bob”.

Nei miei articoli ho fino ad ora solo parlato dei cani e non mi sono mai focalizzata sul mondo felino. 

Premetto con il dire che fino a 3/4 anni fa non ho mai davvero apprezzato i gatti. Li ho sempre visti come animali solitari e approfittatori. Poi un giorno nella mia vita è arrivato un micio rosso, che ha cambiato radicalmente la mia visione delle cose.

Non so cosa sia successo ma lui si è completamente legato a me ed inevitabilmente io a lui.

Sono stata via parecchie volte da casa negli ultimi due anni e i miei genitori mi hanno sempre detto che quando io non c’ero lui spariva, e nel momento in cui io tornavo lui si faceva di nuovo vivo.

Solitamente, analizzando il pensiero comune, i gatti vengono sottovalutati o disprezzati. Si pensa che abbiano un animo randagio che gli impedisce di affezionarsi a un luogo o ad una persona. Molti credono che un gatto deciderà di vivere in casa tua finché troverà la pappa pronta. Ma non è così. I gatti sanno dare amore e affetto proprio come tutti gli altri animali.

Tendenzialmente scelgono una figura di riferimento che tendono a non abbandonare mai.

A questo proposito vi consiglio la lettura del libro tratto dalla storia vera di James Bowen: “A spasso con Bob”.

Si tratta di una storia tenera e commovente che parla di amicizia, fedeltà e amore.

James Bowen era un vagabondo la cui vita girava intorno alla droga. Un giorno davanti alla sua porta si presenta un gatto rosso, impaurito e molto malato. James all’inizio non voleva sapere nulla dell’animale, ma decide comunque di accudirlo fino alla guarigione. Una volta guarito, sceglie di lasciare il micio libero, ma quest’ultimo non ne vuole sapere di separarsi dal nuovo padrone. Il gatto fu battezzato come Bob.

Quando James stava male Bob era lì. Quando James suonava per le strade Bob era lì. Quando James non aveva soldi per mangiare Bob era lì. Si erano trovati. Avevano trovato ognuno l’anima gemella dell’ altro. E fu così che grazie alla compagnia di Bob, James riuscì a riprendere in mano la propria vita e a ricominciare. A partire dalla stesura di questo libro seguito da altre pubblicazioni:” Il mondo secondo Bob” e “Un dono speciale di nome Bob”.

Quindi ora vi dico: che i cani siano più affettuosi dei gatti non è altro che uno stereotipo. È ormai ampiamente dimostrato che, specialmente per le donne, la presenza di un gatto in casa è appagante quasi quanto quella di un partner, e che i gatti ricordano bene i gesti affettuosi ricevuti. I gatti trovano anche il modo di sdebitarsi (a modo loro, naturalmente) e con il tempo hanno anche imparato a chiedere coccole e grattini nel modo giusto: fusa e miagolii si sono evoluti nel tempo per somigliare il più possibile ai pianti di un bambino… furbi..no?

Inoltre i gatti, con la loro eleganza trasmettono e insegnano uno stile di vita che tutti dovremmo imparare ad adottare. Sveglia, coccole, cibo, nanna, sveglia, coccole, cibo e nanna. L’assenza di stress gli permette di godersi a pieno la vita sfruttando anche i momenti di solitudine. Perché nonostante ciò che ho scritto sopra, il gatto rimane comunque un animale solitario. Ma l’essere solitario non deve essere considerato un sinonimo di apatia. Per questo dico che tutti dovremmo prendere esempio dal gatto che apprezza sia la compagnia che la solitudine.

Insomma, vi assicuro che prendere un gatto (oltre ad un cane ovviamente) è la cosa più giusta che possiate fare.

Non c’è nulla di più dolce del sentimento di pace che infonde quando riposa, e non c’è nulla di più vivace della sua natura quando è in movimento – Christopher Smart