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Strada del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi

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“Sotto alt(r)a quota” raccoglie parole: diventeranno arte alla Festa del Moscato

Le suggestioni ricevute verranno stampate con caratteri mobili su un lungo telo che sarà posizionato in via Degli Orti durante la festa del Moscato di Scanzo, dal 5 all'8 settembre.

A Scanzorosciate è in corso un raccolto speciale. Non si tratta ancora della vendemmia del rinomato Moscato di Scanzo, ma di un progetto artistico partecipato che permette di valorizzare il territorio, il lavoro della terra e le sue eccellenze, le relazioni e lo spirito di comunità.

Come i vignaioli coglieranno i grappoli d’uva quando avrà raggiunto il giusto grado di maturazione, l’associazione “Sotto alt(r)a quota” sta raccogliendo parole e suggestioni ispirate al tema dell’edizione 2019 della Festa del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi, cioè “Vita|Vite”. Tutte contribuiranno all’iniziativa e la arricchiranno apportando significato e spunti di riflessione che scaturiscono dal vissuto e dalle esperienze di ogni persona. Molte, poi, verranno stampate a mano con caratteri mobili su un lungo telo che sarà posizionato in via Degli Orti dando vita a un’installazione che accoglierà e accompagnerà i visitatori della kermesse del re dei Moscati che si svolgerà da giovedì 5 a domenica 8 settembre.

Il presidente dell’associazione “Sotto alt(r)a quota”, Damiano Fustinoni spiega: “Accedendo a un’open call dedicata a questo progetto, tutti possono inviarci parole, suggestioni e pensieri che costituiranno un unico racconto. Formeranno ramificazioni fatte di lettere che, come gli acini, saranno al tempo stesso simili e diverse, uniche per colore, grandezza e pensiero di chi le ha formulate”.

La scelta di utilizzare i caratteri mobili non è casuale. Damiano Fustinoni evidenzia: “Questa tecnica a cui la nostra associazione si è appassionata da tempo recuperando alcuni torchi, è molto faticosa e questo sforzo invita a fare sintesi: come da tanta uva si ricava poco vino, nel nostro caso rimangono le parole essenziali che diventano un seme capace di generarne altre innescando una virtuosa circolarità. Ma c’è un altro aspetto da considerare: questo tipo di stampa storicamente veniva adoperato per realizzare manifesti e quando si effettua un’affissione vuol dire che si ha qualcosa di significativo da comunicare. Il contenuto, quindi, da un lato implica un’assunzione di responsabilità e dall’altro è condivisione, dono, scambio e relazione. Le parole sono particolarmente importanti perchè ci permettono di dare un nome a quello che sentiamo, alle nostre emozioni e a quello che pensiamo. Raccogliendole creeremo un racconto unico che diventa un’opportunità per rafforzare il senso di comunità. Il tema della festa, “Vita|Vite” indica al singolare o al plurale l’esistenza delle persone, ma anche la pianta generatrice di uva e quindi è un richiamo alle attività dell’uomo, al legame con l’ambiente e alle nostre radici. Inoltre, bere il vino generalmente si lega allo stare in compagnia, parlare e costruire rapporti con gli altri, e quando una persona è affidabile si dice che è di parola”.

Al momento una settantina di persone hanno inviato parole e pensieri. Il presidente Fustinoni conclude: “L’adesione è buona e coinvolge diversi territori: i partecipanti provengono da Scanzorosciate, Bergamo, Borgo Ticino, Cenate Sotto, Curno, Desio, Madone, Milano e Osio. Molte ci hanno colpito, per esempio c’è chi ha confidato che riflettere sulla parola è stata “una ventata di poesia in una giornata di lavoro estivo” e ha trovato qualche minuto per scriverci questo: “Tralci attorcigliati sul sentiero dell’esistenza, pescano dalle radici il passato, per mutarlo e maturarlo in verdi pampini e dolci frutti. Con cura, tempo, passione e costanza tutto si evolve in nuova vita, che sgorga come vino dalla botte”. E poi c’è chi si è immaginato già “tessuto”, cogliendo appieno la metafora a cui abbiamo pensato ideando il raccolto: “Noi siamo un tessuto che cresce mano a mano che tessiamo/viviamo, giorno dopo giorno, il disegno centrale prende forma un po’ alla volta grazie alle decisioni quotidiane che influenzano la nostra vita”. Infine, un’altra testimonianza molto profonda indica che la provvidenza può avere il nostro volto: è formulata da una figlia che sta seguendo i propri genitori che sono invecchiati e hanno bisogno di cure. Siamo tutti legati gli uni agli altri e di generazione in generazione proprio come le radici con i rami e le foglie. Spesso pensiamo che la provvidenza sia in alto e quindi sia lontano, mentre assume il volto dell’altro, in sintonia con il nostro nome “Sotto alt(r)a quota” in cui la “r” dà un’accezione diversa al concetto di “alta” quota”.

Si possono inviare parole o pensieri fino al 26 agosto compilando l’apposito form cliccando qui.

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