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Mattarella scuro in volto concede altro tempo: martedì nuove consultazioni

Il capo dello Stato scandisce i tempi per una soluzione della crisi dopo una giornata che si è consumata in un crescendo di tensione, soprattutto dopo che il capo politico dei 5 Stelle nella sua comunicazione ai giornalisti dopo l'incontro con Mattarella non ha citato esplicitamente la volontà di creare un governo con il Pd

Il Presidente della Repubblica scandisce i tempi per una soluzione della crisi dopo una giornata che si è consumata in un crescendo di tensione, soprattutto dopo che il capo politico dei 5 Stelle nella sua comunicazione ai giornalisti dopo l’incontro con Mattarella non ha citato esplicitamente la volontà di creare un governo con il Pd, lasciando aperta la strada a un ritorno di fiamma con la Lega di Salvini, quel Salvini che poco prima aveva riaperto questa strada per di più facendo capire che proprio Di Maio potrebbe guidare il nuovo esecutivo.

Mattarella, scuro in volto per l’allungarsi dei tempi, dopo essersi preso due ore per prendere una decisione, ha annunciato alle 20 di giovedì sera: “Svolgerò nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedì prossimo per trarre le conclusioni e assumere le decisioni necessarie”. Sono possibili solo governi che ottengono la fiducia del Parlamento con accordi dei gruppi su un programma per governare il Paese, in mancanza di queste condizioni la strada è quella delle elezioni”. Quindi: “Il ricorso agli elettori è necessario se il parlamento non è in grado di esprimere una maggioranza di governo. Mi è comunicato che sono state avviate iniziative tra partiti. Ho il dovere di richiedere decisioni sollecite”.

A quel punto, dopo martedì, se i balletti tra i partiti non sfoceranno in una proposta e in un nome per palazzo Chigi, sarà inevitabile prendere atto che non c’è alternativa allo scioglimento anticipato delle Camere per tornare, al più presto al voto. Perché altro, a quel punto, il presidente non potrebbe fare, qualora anche il prossimo giro dovesse portare a un esito inconcludente.

Intanto l’assemblea dei gruppi M5S ha dato mandato per acclamazione a Luigi Di Maio e ai capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva ad incontrare la delegazione del Pd. Poco dopo la replica del Partito democratico: “Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare” ha affermato il segretario Dem Zingaretti. Ma la politica dei due forni, che ricorda tanto i tempi della prima Repubblica è tonata in auge.

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