Lago d'Iseo, appello di Legambiente a sindaci e imprese: "Serve un piano anti-amianto" - BergamoNews
Salute

Lago d’Iseo, appello di Legambiente a sindaci e imprese: “Serve un piano anti-amianto”

L'associazione: "Vanno resi pubblici i dati raccolti da Ats oltre 7 anni fa che censivano tutte le coperture pericolose presenti sul territorio"

Il circolo Legambiente Basso Sebino lancia un appello a sindaci, cittadini e imprese per intraprendere una significativa lotta all’amianto sul lago d’Iseo.

Dall’8 luglio è infatti aperto il bando di Regione Lombardia (guarda qui) che prevede l’assegnazione di contributi ai cittadini per la rimozione di coperture di amianto dai loro tetti. Viene stanziata la somma di un milione di euro e il contributo è a fondo perduto fino al 50% della spesa ammessa che non potrà superare i 15 mila euro per intervento.

“Il bando, valido fino al 9 settembre 2019, rischia di rimanere ancora una volta inapplicato nonostante le norme semplificate di accesso al contributo – sostiene Legambiente -. Regione e Comuni dovrebbero chiedersi come mai nonostante i tanti bandi e tentativi di ridurre la presenza del pericoloso asbesto dai tetti, in molti comuni e località questo vada sempre a vuoto. Anche sul nostro territorio lacuale sono presenti numerosi opifici dismessi (retifici, case e magazzini agricoli) con significative presenze di tetti di amianto (spesso ammalorato e quindi più nocivo) spesso adiacenti a case abitate, arenili o aree adibite al verde pubblico e per il gioco, anche adiacenti al lago. Serve un nuovo meccanismo che incentivi esemplifichi il ricorso a questi contributi”.

In primo luogo, secondo Legambiente, “andrebbero resi pubblici i dati raccolti da Ats oltre 7 anni fa che censivano tutte le coperture pericolose presenti sul nostro territorio”. In secondo luogo “il bando andrebbe reso più incentivante finanziando anche parzialmente, in sostituzione delle coperture tradizionali, la posa di panelli fotovoltaici in aggiunta ai finanziamenti già vigenti”.

Altro discorso vale per le imprese che delocalizzando l’attività altrove, hanno abbandonato l’opificio con tetto in amianto (“noi, comunque, auspichiamo sempre il recupero di queste strutture, prima di autorizzare il consumo di ulteriore suolo, precisa Legambiente”). “Per tutelare la salute di tutti i cittadini, per rendere più vivibile e salubre il territorio, per incentivare il recupero di volumi residenziali e non abbandonati a se stessi e per rendere ancor più competitivo il turismo sul lago d’Iseo, occorre avviare un più incisivo piano anti-amianto. I sindaci – conclude Legambiente – si devono far carico di questa priorità. Tirando fuori dal cassetto il monitoraggio di Ats, si potranno rendere conto della diffusione dei tetti in amianto e della gravità del problema”.

Legambiente è a disposizione per valutare con i cittadini che fossero interessati, di stimare i potenziali costi di risanamento dei singoli comuni, dopo aver acquisito i dati dall’Ats.

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