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Nella notte tra mercoledì e giovedì rischio nubifragi in Bergamasca

Si tratta di una situazione potenzialmente pericolosa, non tanto per la violenza dei temporali (scarsa possibilità di colpi di vento e di grandine, se non di piccole dimensioni), ma per l’eventualità di nubifragi

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Allerta di precipitazioni abbondanti dalla serata di mercoledì da parte del Centro Meteo Lombardo

Una lunghissima discontinuità frontale semi-stazionaria, estesa in senso obliquo dalla Penisola Iberica alla Russia europea, divide il Vecchio Continente in due porzioni. Nel settore nord-occidentale scorrono correnti più fresche di estrazione oceanica, mentre in quello sud-orientale esitano masse d’aria calde e umide, figlie della prolungata stasi anticiclonica in sede mediterranea.
La catena alpina, che – come di consueto – si pone a baluardo difensivo nei confronti della rigida ingerenza atlantica, delinea approssimativamente il confine tra questi due settori, relegando la Val Padana in quello più passionale. Per questa ragione, fatte salve le aree montane di nord-ovest lambite dai recenti temporali, le temperature permangono pienamente estive, anzi superiori alla norma specie nei valori minimi.

A partire dalla serata di oggi, mercoledì 21 agosto 2019, una significativa spinta frontale fredda sul Golfo Del Leone determinerà un progressivo rientro di ventilazione orientale in sede padana, che avrà culmine nella notte su giovedì 22.

Agli effetti questa avvezione prefrontale trasporterà vivace instabilità, in grado di attivare convezione abbondante lungo le classiche linee di convergenza nei bassi strati, che per la pedemontana e pianura lombarda si posizionano tipicamente a ridosso dei principali solchi fluviali centro-occidentali (Adda e Ticino in primis). Lo sbarramento pedemontano alle correnti sud-orientali, inoltre, andrà esaltando i fenomeni convettivi per sollevamento forzato.

Questo schema circolatorio, stante la debolezza dei venti alle medie quote e il classico ingolfamento della spinta zonale sul Nord Italia, che anzi introduce una blanda anti-zonalità prefrontale, osserverà un’evoluzione molto lenta.

Si tratta di una situazione sinottica potenzialmente pericolosa, non tanto per la violenza dei temporali (scarsa possibilità di colpi di vento e di grandine, se non di piccole dimensioni), ma per l’eventualità di nubifragi stazionari, in grado di scaricare localmente enormi quantità d’acqua in poco tempo (accumuli puntuali superiori a 100 millimetri in 6 ore).

A partire dalla tarda serata, e nel corso della notte su giovedì, dovremo dunque prestare attenzione all’innesco di celle lungo le medio-alte pianure, pedemontane e prime Prealpi centro-occidentali, con particolare menzione di Varesotto, Comasco e Triangolo Lariano, parte di Milanese e Lecchese, Brianza e forse Bergamasca. Qualora dovessero innescarsi intensi e persistenti sistemi rigeneranti a ridosso delle pedemontane lombarde occidentali, sarà utile attivare il monitoraggio dei corsi fluviali afferenti (in particolare il reticolo Lambro-Seveso-Olona).

Progressivo esaurimento dei fenomeni dal primo mattino di giovedì, con le precipitazioni che tenderanno a declinare verso le medio-basse pianure occidentali a ridosso del Piemonte (possibile, in questo frangente, qualche pioggia anche sull’assetato Pavese).

Infine un breve sguardo ai prossimi giorni. Osserveremo un tipo di tempo ancora estivo, seppur in senescenza. Ripetute infiltrazioni atlantiche alle latitudini mediterranee saranno infatti responsabili di frequente nuvolosità, con qualche piovasco sparso di breve durata. Ciononostante, il soleggiamento non mancherà (in particolare in pianura) le temperature si manterranno estive e soprattutto afose, non tanto fastidiose nei valori massimi – ormai stemperati dal soleggiamento declinante all’Equinozio – piuttosto in quelli minimi notturni.

A fine estate il Mare Nostrum raggiunge il picco termico annuale, dunque una circolazione che ci lascia sotto blande correnti dai quadranti sud-orientali (sciroccali) non può che riservarci condizioni sgradevoli sotto il profilo igrometrico.

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