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Conte si dimette e attacca Salvini sulla crisi e sulla Russia: “Grave carenza di cultura istituzionale”

Dopo il dibattito, la replica del premier che arriva poco dopo l'annuncio di Salvini di ritirare la mozione di sfiducia. Conte chiosa: "Se non ha il coraggio di assumersi le conseguenze dei suoi gesti, lo faccio io e vado da Mattarella a dare le dimissioni". Poi sale al Colle

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte martedì 20 agosto si rivolge ai senatori (ma anche atutti gli italiani) e risponde al leader leghista, nonché suo vice, Matteo Salvini che 12 giorni orsono ha di fatto aperto una crisi annunciando di non voler più i “no” degli alleati grillini e di voler andare subito al voto.

Alle 14.50  suo arrivo a Palazzo Madama mentre scemnde dall’auto il presidente Conte è accolto da due gruppi opposti: quello dei leghisti che lo ricevono a suon di “buffone buffone” e quello dei sostenitori dei 5 Stelle che invece urlano in piazza: “Onestà onestà”, ma anche: “Elezioni subito”. All’interno della sede del Senato è in corso una conferenza dei capigruppo che si portrae oltre le 15, orario deciso per l’intervento del premier.

Alle 15.10 il professor Conte inizia a parlare.

Sono qui in Senato per rispettare regole a tutela di tutti i cittadini. L’8 agosto Salvini ha diramato nota con la quale ha dichiarao che la Lega non era più disponibile a sostenere esperienza di governo e la Lega ha depositato una mozione di sfiducia nei confronti del governo chiedendone l’immediata calendarizzazione. Una mossa grave che comporta conseguenze per la vita politico sociale del Paese: per questo serve un dibattito e serve un’assunzione di responsablità da parte di tutti i protagonisti di questa crisi. Che non si può dibattere sui social.

Ecco perché è irresponsabile innescare la crisi: 5 motivi

1)Molti i risultati già ottenuti e tanti erano in campo.

2) Questo governo era nato per rispettare le richieste dei cittadini che chiedevano un cambio di passo e ora questo viene interrotto

3) Questa decisione viola il solenne impegno assunto da Salvini all’inizio della legislatura con il contratto di governo coi 5 stelle. Prevedeva “l’impegno delle parti a discutere in caso di divergenze con rispetto e collaborazione

4) I tempi espongono a gravi rischi il nostro Paese. Le eventuali elezioni in autunno rischiano di farci trovare al voto durante l’esercizio finanziario provvisorio, in una congiuntura economica sfavorevole

5) Questa crisi interviene in un momento delicato dell’interlocuzione dell’unioen europea dopo il rinnvod el Parlamento ue.

Il ministro dell’Interno con la crisi ha mostrato di voler cavalcare ambizioni personali e di partito (fischi dai leghisti). Quando una forza politica valuta le proprie scelte solo in base alla convenienza elettorale finisce col compromettere l’interesse nazionale.

Le scelte compiute rilevano grave carenza di cultura istituzionale.

Inoltre difficile promuovere sfiducia con la permanenza in carica dei propri ministri.

Avete calpestato (e qui si rivolge ai leghisti) le misure di protezione sociale che insieme abbiamo adottato, da quota cento al reddito di cittadinanza. Avete affossato le misure economico-sociali fin qui già avviate.

Questo è un governo che ha lavorato intensamente fino all’ultimo giorno e ha prodotto significative riforme. Siete andati alla ricerca di un pretesto per aprire la crisi e andare alle urne. Compromettendo il lavoro già avviato per la legge di bilancio.

Lo scioglimento delle Camere affosserebbe la revisione in essere del codice di procedura penale e del codice di procedura civile.

Caro ministro dell’Interno, caro Matteo… promuovendo questa crisi ti sei assunto una grande repsonsabilità. Hai chiesto pieni poteri e hai sollecitato le piazze affinché ti dessero pieno sostegno. Le crisi di governo nel nostro ordinamento non si affrontano nelle piazze ma nel Parlamento.

Non abbiamo bisogno di persone coi pieni poteri ma di persone che abbiano il senso delle istituzioni.

Se tu avessi accettato di venire qui al Senato per riferire sulla vicenda russa, vicenda che merita di essere chiarita anche per i riflessi sul piano internazionale, avresti evitato al tuo presidente del Consiglio di presentarsi al tuo posto, evitando peraltro di condividere con lui le informazioni di cui sei in possesso.

Ti avevo pregato di riferirmi le tue osservazioni sula squadra di governo e invece hai criticato i ministri pubblicamente, creando tensioni.

E lasciati dire infine che chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare durante i comizi di accostare agli slogan i simboli religiosi.

Ora, amici del Movimento 5 Stelle, quando si assumono responsabilità di Governo bisogna evitare di lasciarsi condizionare dai sondaggi. Quando il presidente del Consiglio si presenta in aula per parlare di uan vicenda come quella russa, il rispettod elle istituzioni imporrebbe di restare in Aula: non c’è ragione che possa giustificare un allontanamento.

La crisi compromette l’azione del Governo che qui si arresta. Ma c’è ancora tanto da fare.

L’Italia ha la possibilità di svolgere importante ruolo sia in Europa che a livello internazionale tout court. L’Italia deve farsi interprete in Europa della promozione di un modello di collaborazione fra pari in tema di immigrazione ma non solo, anche nei confronti della Cina, dell’India, del Vietnam. La nostra politica estera deve rimanere fedele ai pilastri del patto transatlantico e all’Unione europea di cui siamo i fondatori.

Le richieste della Lega mi impongono di interrompere qui questa esperienza di governo. Ovviamente ascolterò gli interventi, ma intendo completare questo passaggio istituzionale nel modo più lineare: annuncerò al Presidente della Repubblica la fine del Governo e le dimissioni da presidente del Consiglio.

Viva la nostra Patria, viva l’Italia”.

Cinquanta minuti in tutto.

L’intervento di Salvini

Quindi Matteo Salvini in Senato risponde a Giuseppe Conte che ha annunciato le dimissioni e l’ha attaccato in modo diretto e pesante.

“Grazie. E finalmente. Rifarei tutto quello che ho fatto.  Sono un uomo libero e non ho paura del giudizio degli italiani. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è donna o uomo libero. È il sale della democrazia.

Mi permetta presidente di dire che mi spiace che lei mi abbia dovuto mal sopportare per un anno: ‘pericoloso, opportunista, inefficiente…’. Bastava il Saviano di turno, o Travaglio o Renzi, non il presidente del Consiglio.

Noi abbiamo a cuore non l’Italia dei social, ma l’Italia del 2050. L’Italia reale. La critica più surreale di tutti è: non si fanno le crisi d’agosto. E perché mai?

Porto a casa un’Italia più sicura in questo anno di Governo.

Io sono stanco del fatto che ogni scelta debba dipendere da un funzionario dell’Unione europea. A me non è  mai capitato di parlare con la cancelliera Merkel chiedendo consigli per vincere la campagna elettorale perché Salvini ha chiuso i porti. In Italia si arriva solo se si ha il permesso di arrivare. Se qualcuno ha nostalgia dell’immigrazione clandestina non può andar d’accordo con me.

Se qualcuno a tavolino da settimane voleva cambiare alleanze, non aveva che da dirlo. Ma vi vedo portare avanti la legge di riforma delle banche con Maria Elena Boschi o la riforma del lavoro con Matteo Renzi.

Io credo che la via maestra sia sempre quella di chiedere il parere ai nostri datori di lavoro: agli italiani.

L’Iva non aumenta se si vota a novembre. Si vota in Austria e in altri Paesi senza problemi in autunno.

Nel 2050 emigreranno 4.5 milioni di italiani ed entreranno 10 milioni di immigrati. Io non mi rassegno, non voglio i nuovi schiavi che a qualcuno fanno comodo. Per questo serve una manovra economica coraggiosa e forte. Lei mi ha rimproverato di aver convocato al mio ministero le parti sociali: l’ho fatto perché non mi ascoltava nessuno.

Io sono stanco dei ministri che bloccavano tutto. Da anni Francia e Germania se ne fregano delle regole e a noi chiedono di non attuare leggi che sforano dello zero virgola. Capisco che il coraggio uno se non ce l’ha difficilmente se lo può dare. Ma non cadrò mai nell’errore dell’insulto quotidiamno e sistematico.

Mi permetta presidente Conte, quando in quest’Aula la settimana scorsa le hanno votato la sfiducia dicendo no alla Tav… di cosa stiamo parlando?

Gli italiani vogliono crescere: vogliono ferrovie, strade, ospedali che funzionano, forze dell’ordine all’altezza… e a proposito delle forze dell’ordine come può pensare qualcuno di riportare al governo Renzi dopo che ha bloccato l’aumento del personale nelle forze di polizia?

Io voglio questo per gli italiani: crescita, prosperità, famiglia (con figli che hanno una mamma e un papà), benessere. E lei presidente del Consiglio fa torto agli italiani quando critica il rosario.

Avete scelto il pericolo dell’Italia? Eccomi. Ma omnia vincit amor.

O c’è un accordo di potere e spartizione tra 5 Stelle e Partito democratico, lecito. Ma irrispettoso della volontà del popolo italiano che mi sembra chiara. Oppure se non è così e invece c’è voglia di interrompere un percorso difficoltoso, la via maestra è il voto, ma (e si rivolge ai 5 Stelle, ndr) se volete tagliare i parlamentari e votare, ma anche fare una manovra coraggiosa, uan riforma coraggiosa… noi ci siamo, siamo d’accordo.  Se invece volete governare con Boschi, ok.

L’intervento di Renzi

Il terzo intervento del pomeriggio del 20 agosto a Palazzo Madama è appannaggio di Matteo Renzi, senatore del Partito democratico, ex segretario e soprattutto il capo corrente che conta il maggior numero di parlamentari del Pd.

Renzi replica soprattutto a Matteo Salvini, ma non mancano un paio di battute verso il premier Giuseppe Conte.

E a lui dice subito: “Abbiamo apprezzato le sue parole e il suo stile istituzionale. Avremmo preferito fossero arrivati prima – attacca, e conclude – Presidente Conte, non so se voteremo in futuro la fiducia allo stesso Governo. Certo che di questo Governo io non farò parte. Per me prima vengono le istituzioni e dopo gli interessi nazionali”.

Ma le prime parole sono per il sottosegretario leghista Giorgetti: “Ricordo con un sorriso al sottosegretario Giorgetti, a cui riconosco l’onore delle armi, che ha distribuito la foto del sottoscritto dicendo ‘noi non faremo la fine di Renzi’. Ecco…, secondo i dati dell’Istat non avete certo fatto quanto fatto dal mio Governo”.

Poi via tutto verso il leader leghista: “Formare un nuovo Governo con le regole che esistono non è un colpo di Stato, ma andare al voto quello è un colpo di sole. Un Governo occorre non perché qualcuno vuole tornare al Governo ma perché l’aumento dell’Iva ora produrrebbe una crisi dei consumi insostenibile. Non è un colpo di Stato formare un governo è un colpo di sole andare al voto ora”.

Poi stoccate a tutto tondo: “Salvini, faccia chiarezza sulla vicenda dei suoi rapporti con la Russia”, e la conclusione: “Questo è il Parlamento, non è il Papeete”.

La conclusione

Dopo il dibattito, la replica di Giuseppe Conte che arriva poco dopo l’annuncio di Salvini di ritirare la mozione di sfiducia. Il premier chiosa: “Se non ha il coraggio di assumersi le conseguenze dei suoi gesti, lo faccio io e vado dal presidente Mattarella a dare le dimissioni”. Cosa che fa a conclusione della lunga e, diciamolo, surreale giornata. 

 

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