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“Non vedo, ma non mollo: canto e voglio trasmettere emozioni con la mia voce” video

Luana Malerba, giovane cantante bergamasca non vedente, racconta a Bergamonews l’amore per il canto, le difficoltà che incontra e i suoi sogni

“Per me la musica è tutto: magia, consolazione ed energia“. Così Luana Malerba, giovane cantante bergamasca non vedente, esprime il proprio amore per il canto.

Generico agosto 2019

Una passione che ha coltivato sin da bambina nonostante la cecità dovuta a una retinopatia che da sempre le impedisce di vedere. La ragazza, 27enne di Villa d’Adda, si sta impegnando per realizzare il suo sogno, cioè farsi strada nel panorama musicale lavorando sulla sua bellissima voce e sulla sua spiccata espressività con cui riesce a emozionare chi la ascolta. Per cantare, infatti, non servono gli occhi ma la qualità vocale, la capacità comunicativa e il cuore, e lei ne ha molto. Giorno per giorno sta proseguendo nel suo obiettivo facendo fronte alle difficoltà e anche a certi stupidi pregiudizi che sono ancora presenti anche se ci troviamo nel 2019.
Bergamonews l’ha intervistata per conoscere la sua storia.

Quando è nata la sua passione per la musica?

L’ho avuta sin da piccola. Mi hanno raccontato che all’asilo anzichè parlare cantavo e suonavo ogni strumento che avevo fra le mani, dalle maracas ai tamburelli e poi il pianoforte. Successivamente ho iniziato a partecipare a diverse gare canore e, quando frequentavo le scuole medie, all’età di 12-13 anni, ad andare ai karaoke e a interessarmi a studiare canto, che ho affrontato seriamente in seguito. Sempre alle medie la mia insegnante di musica aveva capito che la sua materia mi piaceva molto, mi ha fatto accompagnare col pianoforte i compagni di classe che suonavano il flauto ed era stata un’esperienza molto bella. Musica era la mia materia preferita insieme all’inglese, perchè le lingue mi hanno sempre appassionata. Ora, avendo la possibilità di leggere con gli screen-river riesco a guardare le serie con i sottotitoli ed è bellissimo.

E quali sono le cantanti che apprezza maggiormente?

Principalmente Elisa, che mi sta dando tanto coraggio a proseguire e ad andare avanti: riesce a toccare le corde dell’anima ed è veramente fantastica. Oltre a lei mi piacciono molti altri artisti italiani e stranieri, per esempio Laura Pausini, Mina, Lucio Battisti, Fabrizio De André, Mia Martini, Christina Aguilera, Beyoncé, Mariah Carey, Aretha Franklin, John Legend, Ed Sheeran, Alicia Keys, Leona Lewis, i Queen e i Pink Floyd. Ascolto generi vari e ognuno riesce a trasmettermi qualcosa. Mio fratello Dario, batterista, appassionato di metal, mi ha fatto scoprire anche questo genere: cerco di espandermi, ascoltare anche jazz, blues, soul e ultimamente mi sono avvicinata anche alla lirica.

Venendo alla sua storia personale, quando si è manifestata la retinopatia?

Sono nata prematura a cinque mesi e mezzo e ho rischiato di non sopravvivere e i medici avevano detto a mia mamma di non acquistare niente perchè probabilmente sarei morta. Fortunatamente sono riuscita a farcela stando molto tempo nell’incubatrice, ma la sua luce mi ha danneggiato la retina e il nervo ottico: sostanzialmente un occhio è morto, ha la retina bruciata e accartocciata, mentre l’altro è ancora vivo anche se non riesco a vedere.

In futuro, magari, per quest’occhio si potrebbe fare qualcosa?

Chi lo sa, lo spero ma dipende tutto dalla ricerca scientifica. Spesso cerco aggiornamenti, ma li trovo su altre patologie come la retinite pigmentosa, che è diversa dal mio caso. Dal punto di vista visivo, non vedo nulla: ho solo una piccola percezione, non distinguo il chiaro dal buio e scorgo solo qualche tipologia di luce ma devo sempre chiedere se ci sia davvero e dove si trovi. Le fonti luminose che per un occhio normale sono fortissime non le vedo, ma percepisco alcuni tipi di flash di alcune macchine fotografiche e qualche luci a led.

Quando è arrivata la diagnosi?

So che quando ero neonata è stata mia mamma ad accorgersi che non vedevo perchè non guardavo dalla direzione giusta quando provava ad attirare la mia attenzione. Ha sofferto tanto: ricordo che quando ero piccola siamo andati nelle strutture più disparate, da tantissimi oculisti e addirittura ci stavamo recando in una clinica dove promettevano risultati ma poi un medico gliel’ha sconsigliata perchè non c’erano speranze. Mia madre si è spenta quando avevo dieci anni, ma anche mia sorella maggiore Candida, che mi sta molto vicino e per me è una seconda mamma, mi ha confermato che è stato un colpo molto duro. Alla fine poteva andare ancora peggio: essendo nata così piccola avrei potuto avere tanti altri danni e nonostante tutto mi reputo abbastanza fortunata.

Non avevate pensato di fare causa all’ospedale dove è nata?

Non l’abbiamo avviata perchè non sarebbe stato facile individuare di chi fosse la responsabilità e purtroppo non avrebbe cambiato la situazione. Mi sono domandata più volte come sia stato possibile, ma essendo nata così piccola ovviamente l’occhio non si è sviluppato come avrebbe dovuto, ma rimane il fatto che la retina sia bruciata. Credo che gli specialisti lo abbiano dedotto da questo dato. Spero che situazioni di questo tipo non succedano più altrimenti sarebbe devastante, anche se ho trovato tanti casi come il mio. Va considerato che 27 anni fa la retinopatia non era così conosciuta mentre ora è più facile che uno specialista riesca a individuare questa patologia.

Luana Malerba

Quali sono le difficoltà che vive quotidianamente?

Innanzitutto i trasporti e colgo subito l’occasione per ringraziare gli amici e i volontari del mio paese che mi aiutano negli spostamenti. Per una persona che canta come me uscire la sera è complicato ma non demordo. Dopo un certo orario non passano più i pullman e non tutti hanno la possibilità di prendere il taxi. In alternativa puoi trovare qualcuno che ti accompagna ma magari chiede cifre esagerate. Per chi viaggia in treno c’è un bellissimo servizio di assistenza, che aiuta molto. L’addetto non compie tutto il viaggio insieme ma ti accompagna al posto e all’uscita. In molte stazioni è attivabile previa prenotazione, ma purtroppo in alcune manca, come a Treviglio e a Lambrate e se devi fare un cambio del treno è più difficoltoso, puoi sperare nell’aiuto della gente e ogni tanto l’ho fatto, però è più rischioso. Questo servizio è presente anche per l’utilizzo dell’aereo, mentre non è attivabile per gli autobus e sarebbe bello se potesse estendersi anche per questi ultimi perchè per chi non vede non è facile capire da dove arrivano i pullman e dove sono diretti.

E come fa?

Alcuni autisti mi conoscono e mi aiutano ma sarebbe utile che anche i pullman si dotassero del servizio di assistenza. Inoltre, per capire quale sia l’autobus da prendere servirebbero indicazioni vocali e per alcune aziende un’applicazione aggiornata per consultare le mappe o un numero che anche nei week-end fornisca le informazioni su orari e percorsi. Io comunque non demordo e se riesco cerco di cavarmela: mi è capitato di raggiungere il locale dove avrei cantato anche ore prima.

Il problema della vista ha inciso sul suo percorso musicale?

A volte vengo discriminata perchè non vedo e nel 2019 è inaccettabile. Alcuni gestori di locali mi hanno detto: “Visto che sei cieca non puoi fare le serate”, oppure mi hanno riferito di musicisti che non vogliono suonare con una cantante non vedente e non capisco il motivo. Ci sono tante discriminazioni e mi fanno arrabbiare, ogni volta è devastante e ci rimani male, ma rimango convinta che la musica unisca tutti. Non sai mai come comportarti perchè se non specifichi che non vedi a chi organizza la serata ti dice che non glielo avevi anticipato, mentre se gli fai presente la problematica magari si spaventa. Comprendo la difficoltà però l’ignoranza no: c’è stato qualcuno che mi ha detto che ci vedo perchè utilizzo l’i-Phone, uno strumento molto importante per chi non vede, oppure perchè sono su Facebook, ed è inconcepibile. Fortunatamente c’è anche tanta gente che si interessa, che cerca di capire come è il mondo dei non vedenti e come usiamo il telefono.

Generico agosto 2019

Non ha mai mollato

Ho sempre voluto andare a fare i karaoke e cantare. La musica è forse l’unica cosa su cui sono determinata: per me è vita, è tutto. Certe canzoni sono consolazione, un tocco di magia, scaldano il cuore: un mondo senza musica non avrebbe senso. Se sono incavolata ascolto musica, se sono depressa ascolto alcuni cantanti e piango, mentre se sono felice mi dà energia. Il canto non è visivo: quello che conta sono l’orecchio e il cuore, il mio obiettivo è trasmettere emozioni con la voce: mi dispiace non vedere i volti degli altri ma adoro incontrare le persone e sento il calore del pubblico.

Quando ha iniziato a esibirsi?

Alle medie ho cominciato a cantare nel coro della chiesa di Villa d’Adda, dove abito. Poi ho partecipato ai karaoke e ho capito che avrei voluto trasmettere emozioni cantando. Nel 2007 sono stata al mio primo concerto di Elisa e la mia passione è ulteriormente aumentata. Canto come solista e ogni tanto, quando mi invitano, mi unisco al gruppo dei Temporale e salire sul palco insieme a loro è sempre molto bello.

Per concludere, quali sono i suoi progetti per il futuro?

Vorrei fare tanti concerti, trovare un tastierista e qualcuno che mi supporti nel mondo della musica. Sarebbe bellissimo avere qualche brano arrangiato sulla mia voce. Inoltre, mi piacerebbe insegnare canto, che sarebbe un bel modo per aiutare gli altri e dare loro qualche consiglio. Il mio sogno, invece, sarebbe pubblicare un disco: sono sempre pronta a impegnarmi e continuerà ad esplorare il mondo della musica.

Per ascoltare alcune canzoni interpretate da Luana Malerba accedere al suo canale Youtube “Luana Malerba”.

Segui Luana Malerba sul profilo Facebook “Malerba Luana“, sulla pagina Facebook “La LU’” e sul profilo Instagram “luana.malerba“.

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