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Salviamo i libri usati dal macero: apriamo una Biblioteca dei “dimenticati”

Un accorato appello contro la distruzione dei vecchi libri

Da anni non compro più libri nuovi. Tra kindle, iPad e altre diavolerie elettroniche trovo molto più sensato e sostenibile leggere libri digitali che non quelli stampati.

Nonostante questo credo che quelli ormai già in circolazione rappresentino una cultura, una storia, un vissuto, un impegno a scrivere, una selezione editoriale che vanno salvate dall’oblio.

In questi giorni estivi, che molta gente passa sotto l’ombrellone o in montagna al fresco a leggere, io che ho già ahimè fatto le ferie a fine giugno, mi trovo a ripulire la casa e le cantine delle cianfrusaglie e masserizie che poi porto in discarica comunale a Lallio.

Ogni volta che ci vado mi piange il cuore vedere libri bellissimi di narrativa, storia, filosofia, romanzi, scritti da autori importanti, che hanno lasciato il segno nella letteratura italiana ed internazionale, essere gettati nel cassone della carta e cartone per essere poi riciclati. Il peso di un libro stampato è mille volte più pesante di quello della mera carta che rappresenta. Ogni riga, ogni pagina di quei libri rappresentano tante cose che vengono annullate in un istante per diventare poltiglia di cellulosa per chissà quale scopo.

In Turchia, ad Ankara, i netturbini si sono resi conto che ogni giorno raccoglievano centinaia di libri destinati al macero, e con una intuizione felice, hanno cominciato a tenerli da parte ed in pochi mesi ne hanno raccolto più di 6.000, che ora sono disponibili al pubblico in un edificio anch’esso recuperato. La raccolta prosegue e la biblioteca, chiamata “La libreria dei libri dimenticati”, sta avendo un grande successo e persino la CNN americana ne ha fatto un servizio.

Allora perché non salvare i libri che la gente porta giornalmente alla nostra discarica?

Basterebbe mettere a fianco del container della carta un piccolo contenitore con un grande cartello che dice “libri usati qui, per la libreria dei libri dimenticati”.
Ci sono moltissime ONLUS che si occupano di libri usati, moltissime persone che amano leggere ma che non hanno la possibilità di acquistarli, e moltissimi edifici non usati che potrebbero diventare uno spazio pubblico dove andare a leggere tranquilli e assaporare il piacere del maneggiare libri veri, stampati.
Non ci vuole molto, solo un po’ di buona volontà e voglia di leggere…

Link alla CNN

Link all’articolo del Libraio

Oliviero G. Godi

* Oliviero G. Godi è laureato alla Columbia University di New York, ha insegnato al Politecnico di Milano, alla Naba di Milano, alla Bezalel Academy of Art ad Architecture di Gerusalemme e all’Istituto Internazione di architettura di Lugano. Ha ricevuto due medaglie dei Presidenti della Repubblica Italiana per meriti accademici e didattici.
È collaboratore di BergamoNews su problematiche architettoniche/urbanistiche (e non solo).

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