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Ryanair, è vero low cost? Con gli accessori e gli extra non sembra

Stiamo provando a prenotare un volo per settembre e ci stiamo stupendo. E come noi, molti di voi, convinti che volare Ryanair (così comodo per i bergamaschi da Orio al Serio) sia davvero low cost, anzi il migliore low cost possibile. Ma ultimamente non sembra proprio così

Ci stiamo provando in questi giorni di ferie generalizzate. Stiamo provando a prenotare un volo per settembre e ci stiamo stupendo. E come noi, molti di voi, convinti che volare Ryanair (così comodo per i bergamaschi da Orio al Serio) sia davvero low cost, anzi il migliore low cost possibile. Ma ultimamente non sembra proprio così. A suon di extra, praticamente obbligatori però, a meno che non si viaggi da soli e con una borsetta al seguito, il prezzo man mano sale. E bisogna stare attenti, essere preparati e anche un po’ capaci di destreggiarci con le proposte e le “offerte”, , per evitare che un volo da meno di 20 euro, si trasformi in uno da quasi cento in un amen.

Ne parla un articolo di Giuliano Balestreri su Business Insider: ve ne proponiamo una parte. Qui quello intero 

Volare a Londra, da Bergamo, con Ryanar, il prossimo 8 novembre costa 19,99 euro. Tariffa identica per adulti e bambini. Se però viaggiate con un neonato dovete mettere in conto una gabella da 25 euro. A tratta. Incredibile, ma vero: chi non ha due anni compiuti paga di più di tutti gli altri. Ma attenzione, non si tratta di un biglietto vero e proprio perché altrimenti la compagnia non potrebbe vantarsi di aver abbassato ulteriormente le tariffe. È piuttosto un costo accessorio alla prenotazione. Un po’ come la scelta del posto a sedere (dai 4 euro in su); l’imbarco prioritario o il bagaglio a meno (a bordo si può portare gratuitamente solo una piccola borsa o uno zainetto).

Insomma del modello low cost è rimasto solo il nome. E forse il prezzo nominale del biglietto, perché tutto il resto va comprato. Basti pensare che ormai le “entrate” accessorie coprono il 35% del fatturato delle compagnia aerea: nel primo trimestre fiscale dell’anno, le tariffe di biglietti sono calate del 6%, ma i costi aggiuntivi sono cresciuti del 27% a 800 milioni di euro a fronte di ricavi complessivi per 2,31 miliardi (+11%). Tradotto: i profitti di Ryanair arrivano dalla stretta su bagagli e neonati più che dalla tradizionale vendita dei biglietti.

Quella del vettore irlandese è ormai una strategia chiara, ma non per questo fa arrabbiare meno i consumatori. Per Federconsumatori “si tratta di una condotta che, non ci stanchiamo di ribadirlo, non solo genera confusione ma che di fatto impedisce la concreta e reale comparabilità con le tariffe applicate dagli altri vettori. Il comportamento di Ryanair, oltre a provocare un continuo aumento dei costi, è un vero e proprio affronto al diritto degli utenti alla trasparenza e alla completezza delle informazioni”.

D’altra parte il volo per Londra del prossimo 8 novembre è realmente più economico con Ryanair solo per chi viaggia con uno zainetto: chiunque volesse portare a bordo un tradizionale bagaglio a mano spenderebbe meno viaggiando con British Airways, EasyJet e anche Alitalia. Come a dire che di low cost, ancora una volta, sono rimasti solo gli slogan.

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