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All’Italia in balia dei due Matteo, non resta che un augurio: buona fortuna

La ribalta della politica è occupata a pieno titolo dai i due Matteo, Renzi e Salvini. Due protagonisti delle prossime scelte e decisioni politiche

Se fossi il leader che gira città e spiagge promettendo l’Eden a chi lo voterà, avrei qualche timore e rifletterei sulle parole che declamo per affascinare tanta gente che nutre la speranza di veder realizzato l’improbabile progetto raccontato.

Assistiamo alle grandi manovre finalizzate a stabilire al più presto la data delle elezioni ed in questo marasma di boutade e di proclami, di smentite e di interpretazioni strampalate della Costituzione, ecco riaffacciarsi anche quel personaggio che avremmo voluto non comparisse più nel ruolo di protagonista nel quadro politico nazionale: Matteo Renzi.

Stiamo soffrendo della sindrome dei Matteo, due guastatori dei quali uno, credendo di essere assistito dai santi che pubblicamente invoca, sciorina profezie incredibili sul futuro d’Italia, mentre l’altro, il tosco tosto, vittima di un protagonismo malato, vorrebbe portare a compimento la distruzione del PD, iniziata con la débacle elettorale che l’ha visto unico artefice del disastro.

Due omonimi con finalità politiche che corrono su binari paralleli che come dicevano i vecchi democristiani, potrebbero convergere l’uno nello sfascio del PD, unica forza di un’opposizione, ahimé, in grado solo si emettere lamenti contro la destra e l’altro, affamato di potere da gestire in prima persona, nel compimento dell’uscita dall’Europa e dall’Euro, operazione pianificata per gratificare i suoi sostenitori extra-comunitari, Putin e Trump.

I paesi Visegrad si sono fatti di nebbia.

Per opposti versi, ad entrambi i personaggi farebbe un gran comodo che l’Europa si disintegrasse ed è per questo che in modo diverso, sostengono colui che può portare un grande aiuto al loro intento. Una bella gatta da pelare per il PD che rischia di ritrovarsi alleato con i vecchi dissidenti di LEU e di perdere la falange renziana, acquisendo l’eventuale alleanza con i 5 Stelle che su di lui ne hanno dette di tutti i colori, a partire dagli infrarossi fino agli ultravioletti.

Afflitti, per eccesso di prove, da totale incredulità nelle parole dei politici, instabili più delle condizioni atmosferiche dei nostri giorni, assistiamo ad annunci, smentite e riproposizioni di temi relativi alle alleanze nella prossima guerra elettorale. Il quadro varia di ora in ora. Ha più l’aspetto di una guerra tra nemici giurati che di una ricerca di alleanze, l’azione confusa delle differenti compagini politiche.

La chiamo guerra perché tale si sta rivelando. Nessuno risparmierà nulla a nessuno.

I politici, brava gente, disseppelliranno cadaveri ormai decomposti, toglieranno dagli armadi, come abiti da indossare di nuovo, i cadaveri gelosamente custoditi e scaglieranno gli uni contro gli altri accuse infamanti, tutte da provare, tanto, in ogni caso, l’eventuale smentita arriverà dopo il voto. Il mercatino dello squallore esibirà su misere bancarelle i suoi prodotti che nonostante il passare del tempo, ad intervalli scanditi dalle campagne elettorali, vengono riproposti. Tutti i buoni a destra e tutti i cattivi a sinistra come se la politica si fosse appropriata del discorso escatologico contenuto nella Bibbia.

A tutta questa viscida atmosfera, bagnata dalle lacrime di chi pensa ai figli e si commuove, ringrazia la Madonna di Medjugorije, bacia le corone e si presenta esibendo infradito e magliette assurde, fa da contraltare l’evocazione minacciosa dello spirito di Leopolda, che ha portato alla disfatta del PD. Tutte le fazioni politiche si combattono con le solite armi arrugginite che potrebbero esplodere in faccia a chi le carica solo se l’elettorato riuscisse a vedere o a comprendere che cosa si cela dietro i proclami di questi personaggi, protagonisti di un malinconico avanspettacolo che ci ricorda alcune scene di “Amarcord.”

“ Se mi darete il potere “; ecco una frase che mette i brividi. Il consenso è diverso dal potere. In tutto questo, forse perché i miei occhi affaticati si rifiutano di vedere molto lontano, dove si colloca l’interesse della gente?

Credere che un politico sia bravo perché si comporta come una persona comune è un errore di lettura che potrebbe costare molto caro all’Italia intera. Io non vorrei mai che il Presidente della Repubblica si comportasse come un comune cittadino. Le sue responsabilità ed il ruolo che ricopre non gli permettono atteggiamenti che si possono riscontrare sulle spiagge o negli stadi del nostro paese. Da un leader politico, ministro del dicastero più delicato del governo, mi aspetterei serietà, parole misurate che non spingono all’odio e alla violenza, mischiate per puro effetto emotivo con invocazioni e ringraziamenti alla Madonna. Non vorrei che recitasse spettacoli di commozione pensando ai suoi figli quando i figli di tanta gente che non ha più lacrime da versare, sono morti anche per le sue iniziative dettate dall’unica ossessione che lo tormenta.

Ora il cosiddetto capitano afferma che il “reddito di cittadinanza è sbagliato. Ma non dice perché non ha eliminato le accise sui carburanti e che la sua quota 100 è stata un’altro flop rispetto alle aspettative di cui diceva di essere certo. Tutti coloro che vedevano un po’ più in là dei leader, avevano preconizzato che entrambe le iniziative non avrebbero risolto i problemi per i quali erano state studiate e applicate. Ma chi dissente è “ un comunista di m…”

I dissenzienti non sono considerati persone che hanno un’altra visione della politica. Sono tutti comunisti. Non vorrei mai che un personaggio, membro importante del governo d’Italia, desse dell’ubriacone ad un esponente di spicco dell’Europa per presentarsi poi in stato non troppo lucido su una spiaggia per arringare la gente con il solito linguaggio pieno di diktat e di disprezzo mal celato dall’ironia nei confronti dei suoi competitors politici.

“Saluto i comunisti che mi contestano. Mi fanno tenerezza”.

Questo è il suo abituale modo di esprimersi, adottato e replicato da una folla numerosa di followers. Le ultime notizie del giorno 14 mattina parlano di una confusione totale di tempi e di procedure che Salvini vorrebbe improvvidamente dettare come linea temporale per arrivare presto alle elezioni, non richieste per l’interesse della gente ma per “capitalizzare” il consenso che i sondaggi gli attribuiscono. Mi chiedo se non ci sia nessuno nella Lega in grado di limitare le azioni scomposte del leader, suggerendogli comportamenti ed espressioni che non dovrebbero mai comparire nella mente e sulla bocca di chi vuol rappresentare la nazione.

Tutto è in fermento ed i quadri cambiano con tale velocità da non permettere di fare proiezioni e di dare per certa una notizia se non nell’arco dell’ora successiva alla sua pubblicazione. Ma quello che ho voluto sottolineare in queste righe, è il principio che mi piacerebbe fosse adottato da qualsiasi forza politica che intenda proporsi per guidare l’Italia, sempre più vicina per vicende conosciute, al baratro nel quale potrebbe cadere a causa del debito monster che non fa altro che aumentare giorno dopo giorno. Confidiamo che nella testa di chi vorrà proporsi alla guida dell’Italia per traghettarla verso un periodo di pace sociale e di benessere, aumenti una dose di buon senso tale da cancellare la smisurata voglia di conquistare a qualsiasi costo un consenso, pericoloso per chi lo avrà se non saranno rispettate le promesse per far conoscere le quali non si è esitato ad indossare costumi, magliette e infradito. Buona fortuna Italia.

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Commenti

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  1. Scritto da pupa

    Ma fateci il piacere!!!!!!! di Matteo ce nè UNO!!!! SALVINI E STOP
    Per l’amor di Dio…non pensatelo manco per scherzo l’altro!lasciamo dormire i cani che dormono.