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I Matia Bazar arrivano a Sarnico: “Ci siamo rinnovati ma vogliamo sempre trasmettere emozioni”

La band si esibirà in concerto domenica 18 agosto a Sarnico: per saperne di più abbiamo intervistato Fabio Perversi, arrangiatore e polistrumentista, promotore del nuovo corso di questo gruppo molto amato.

“Abbiamo ancora molto da dare e con la nostra musica vogliamo trasmettere tante emozioni”. Così Fabio Perversi, arrangiatore e polistrumentista dei Matia Bazar illustra il nuovo corso di questo gruppo protagonista di tanti successi.

La band, che negli anni ha avuto voci del calibro di Antonella Ruggiero e Silvia Mezzanotte, al momento oltre a Perversi (tastiere, sintetizzatore e violino), è formata da Luna Dragonieri (voce), Piero Marras (chitarra), Paola Zadra (basso) e Fiamma Cardani (batteria). Domenica 18 agosto alle 21.30 in piazza XX Settembre a Sarnico terranno un concerto: abbiamo intervistato Fabio Perversi per saperne di più.

Cosa proporrete in questo live?

Il concerto sarà un viaggio nel repertorio del gruppo. Due ore di spettacolo dove eseguiremo i nostri più grandi successi come “Stasera che sera”, “Solo tu”, “Vacanze romane”, “Cavallo bianco”, “C’è tutto un mondo intorno, “Dedicato a te” e “Ti sento”, ma anche le canzoni più recenti che abbiamo pubblicato tra l’anno scorso e quest’anno. Spazieremo nella storia arrivando al presente, che è quello del rinnovamento dei Matia Bazar, anche se ovviamente la bilancia penderà sui nostri classici.

Una delle vostre qualità è quella di riuscire a rinnovarvi conquistando ogni volta il pubblico. Come se lo spiega?

Tutto sta nel gruppo. Gli elementi che ne fanno parte devono essere altamente professionali, avere grande rispetto della musica che proponiamo e il dono di creare canzoni melodicamente interessanti che hanno fatto il giro del mondo. Inoltre abbiamo sempre sperimentato molto: non abbiamo mai seguito le mode ma sempre creato canzoni e musica che derivano dalla nostra capacità, dal nostro cuore e dalla nostra esperienza. Ci dedichiamo a questo lavoro, che è uno dei più belli del mondo, con tanto impegno e amore.

Uno dei vostri elementi di punta è una vocalità straordinaria

Il là lo ha dato Antonella Ruggiero con il suo modo di interpretare e di essere vocalmente un genio: tutte le cantanti che sono arrivate dopo di lei dovevano avere spiccate qualità anche nell’approccio al repertorio storico dei Matia Bazar, con una vocalità quasi da soprano leggero, di musica classica abbinata a una propria particolarità. Dopo di lei sia Laura Valente sia Silvia Mezzanotte ma anche Roberta Faccani e Luna Dragonieri, la nostra attuale voce, hanno una personalità ben precisa.

Matia Bazar storico

Non c’è il rischio che una storia così importante risulti ingombrante?

Non c’è mai ingombro ma grande rispetto per tutte le cantanti che hanno dato una loro lettura del mondo dei Matia Bazar. È un punto di partenza dal quale non si può scendere a livello qualitativo, uno stimolo a far bene e a cercare di fare sempre meglio, non dimenticandosi di tutte quelle che sono state le donne protagoniste del gruppo. Con Silvia Mezzanotte, in particolar modo, nel 2002 siamo riusciti a vincere per la seconda volta il Festival di Sanremo con “Messaggio d’amore” e quello è un punto fermo. Non c’è nessuna voglia di confronto ma di portare rispetto e far vedere che anche nella versione rinnovata non si è da meno. Abbiamo ancora tanto da dare nel presente e nel futuro e il lavoro che stiamo svolgendo è sulla strada giusta: i riscontri nei lives sono confortanti. Quando si effettuano dei cambiamenti c’è il rischio di non essere accettati, ma le scelte che ho fatto stanno dando i frutti desiderati.

Puntate sempre sulla creatività?

Continueremo a sperimentare e a innovare. Bisogna adattarsi alle sonorità e ai tempi odierni, però manteniamo il nostro stile: non seguiamo la strada che sarebbe più facile e che porterebbe a proporre ciò che piace al momento, ma puntiamo sulla particolarità. Non dimentichiamoci che il nostro nome contiene la parola “bazar”, perchè abbiamo sempre voluto fare tutto da noi, dalle canzoni agli arrangiamenti, ai testi, alle organizzazione delle tournée. È un insieme di pensieri ed esperienze musicali diverse: nel gruppo ognuno ha un proprio carattere personale e musicale che va messo sul tavolo come si fa quando si cucina un piatto.

E quale specialità sareste?

Direi un buonissimo piatto di spaghetti all’astice: ricercato, prelibato e che costa ma è capace di regalare emozioni.

Matia Bazar

Lei è il promotore del rinnovamento dei Matia Bazar: da dove è iniziato questo progetto?

L’idea è nata purtroppo da un triste evento, cioè la scomparsa del batterista e corista Giancarlo Golzi nel 2015: abbiamo avuto un contraccolpo pesante ma gli avevo promesso di non lasciare morire artisticamente il gruppo. Così ho cercato di ridisegnarlo e la media dei componenti si è abbassata: la nostra nuova voce, Luna Dragonieri, ha 29 anni, mentre la bassista Paola Zadra e la batterista Fiamma Cardani 35. L’obiettivo è proseguire per almeno 10-15 anni e ho pensato di trovare gli elementi con le caratteristiche necessarie e l’età giusta: nonostante siano relativamente giovani hanno una grande esperienza e sono professionisti di valore. La scelta di avere due donne in più nella line up è stata ponderata, voluta e dettata dal fatto che ho un totale rispetto per Giancarlo Golzi e Aldo Stellita, due star del gruppo che sono passati a miglior vita: sostituendoli con una figura maschile mi sembrava quasi di offenderli perchè ci sarebbe stato un confronto diretto.

Prima lo ha accennato: come è stato aggiudicarsi Sanremo nel 2002?

Io sono padre di tre figli e vincere il festival dà la stessa ebrezza che si prova quando si diventa papà. È il coronamento di un lavoro durato anni, è il premio alle persone che cercano di lavorare e trasmettere emozioni. Uno degli obiettivi degli artisti, infatti, è cercare di arrivare al cuore della gente e con “Messaggio d’amore” abbiamo avuto quasi la certezza di essere riusciti a farlo.

Matia Bazar storico

Vi aspettavate di vincere?

Il sogno di chiunque partecipa a Sanremo è conquistare il podio e cercare di vincere. Avevamo un ottimo brano, la produzione giusta e percepivamo sensazioni positive, ma è stata una sorpresa che è diventata sempre più concreta man mano che la finale si avvicinava perchè giorno dopo giorno eravamo al vertice e i segnali erano buoni.

E tornereste a Sanremo?

Ci piacerebbe tanto. Abbiamo un paio di brani adatti e proporremo il nostro progetto musicale al nuovo presentatore e direttore artistico Amadeus, che deciderà.

Voltando pagina, come sta oggi la musica? Le piacciono i talent?

Arrivo da una vita artistica diversa, quella degli anni Ottanta e Novanta, dove chi valeva lo faceva notare vendendo i dischi e proponendo canzoni interessanti. In questo momento a mio parere c’è molta più estetica prima ancora della qualità musicale, per cui tante persone vogliono andare in tv per essere riconosciute anzichè puntare sulla musica. I talent sono uno dei pochi mezzi a disposizione di artisti che hanno voglia di farsi conoscere, ma certe volte mi sembra che servano più a dare visibilità ai giudici che ai concorrenti. Quindi non sono convinto di queste trasmissioni e se mi proponessero di fare il giurato non so se accetterei perchè non è il mio mondo.

Per concludere, quali sono i vostri prossimi progetti per il futuro?

Siamo in tournée in Italia fino ai primi di ottobre, in seguito riprenderemo il tour all’estero facendo tappa in Sudamerica, America, Canada ed Europa dell’Est. Poi inizierà un anno speciale, quello del 45° di attività: un traguardo importante che festeggeremo con delle sorprese che non si possono ancora svelare.

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