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Il Ferragosto di Sofia Goggia a Foppolo: “I miei sogni sono partiti da qui”

La campionessa Sofia Goggia scrive un post bellissimo per questo Ferragosto a Foppolo, località dove sono nati i suoi sogni e le sue visioni. 

La campionessa Sofia Goggia scrive un post bellissimo per questo Ferragosto a Foppolo, località dove sono nati i suoi sogni e le sue visioni. 

Vi sto scrivendo queste parole da un piccolo e modesto appartamento, un bilocalino appositamente acquistato qui a Foppolo da mio nonno negli anni ’60 per dar sfogo alla sua indomabile e irrefrenabile passione per lo sci; era da più di dodici anni che non mettevo più piede, qui dentro.

Sono seduta sul divano, che l’altra sera mia mamma ha trasformato in letto con la stessa cura e con lo stesso amore che ci metteva quindici anni fa, quando lo condividevo con mio fratello; una piazza e mezza che mi ha vista sognare e dove sono certa di aver passato notti beate al pensiero di sciare l’indomani. Incredibile come un semplice gesto o una semplice movenza possano ricondurti per mano e con estrema dolcezza al personale cassetto dei ricordi.

Allora chiudo gli occhi e vado indietro nel tempo.

E ripenso. A quei tardi pomeriggi di venerdì quando dopo le lezioni di nuoto e i compiti partivamo sulla Nissan Terrano verde di papà , con il bagagliaio pieno, pronti per stare qui fino a domenica sera.
A quelle colazioni che facevamo tutti e quattro insieme prima di andare a sciare. Al ritrovo delle ore 8 al Piazzale , dove mi attendevano il maestro e il gruppo di bambini del Clan2 con cui sciavo. Alla discese sulla Quarta Baita e sul Montebello, a quella vecchissima e traballante seggiovia a un posto del Valgussera; quanto mi divertivo a prenderla e che gran fascino che esercitava su tutti noi.

A quella stradina di collegamento tra Foppolo e Carona, tutta in piano, vicino al ruscelletto, e senza reti; la facevamo tutti “spianati”, a uovo; se qualcuno chiede al maestro di quegli anni qualcosa di me , lui risponde dicendo che non c’è stato un giorno in cui io, al traguardo di quella stradina, non sia arrivata prima.

La competizione era tutto per me; vivevo per quelle giornate, dove volevo imparare a sciare meglio e dove un semplice “brava” del mio maestro era tutto ciò che mi bastava per tornare a casa soddisfatta e con il sorriso. E a casa c’era sempre la mamma , che nulla ci faceva mancare; arrivavamo infreddoliti per pranzo ma la tavola, con qualche piatto fumante, era pronta.

Ripenso a quando giocavo il pomeriggio a palle di neve con mio fratello, ai compiti di scuola che eseguivo con passione e al cane a cui andavano pulite le zampe prima di entrare in casa; ripenso alla febbricitante attesa dell’indomani.

Non mi preoccupavo della vita, non avevo pensieri, la vivevo con tanta semplicità, un sorriso stampato e sogni enormi. Ogni giorno era un giorno nuovo e non vissuto. Non sapevo cosa fosse il futuro e, forse, manco mi interessava…ma sognavo , un giorno, di vincere le Olimpiadi…Mentirei dicendo che sono venuta qui solo per scappare dalla routine e concedermi tre giorni di riposo, perché se così fosse me ne sarei potuta andare anche al mare.

Io volevo tornare proprio qui. Per stare di nuovo in questo appartamentino. Per vivere con semplicità. Per dormire di nuovo nel divano letto. Per poter fare colazione con i miei e per poter andare al Piazzale. Per rivedere le persone di sempre, per andare dal Tore, nella sua terrazza al Rifugo Montebello e da li vedere le piste; anche se l’estate le ricopre con l’erba alta questo non mi impedisce di vederle piene di Neve…

Io volevo venire qui a Foppolo per respirare l’aria che respiravo da bambina. E forse, riscoprirmi ancora un po’ Lei.

Solo, vent’anni dopo. Con quel sogno realizzato, ma con il disperato bisogno di sognare ancora, come se non lo avessi raggiunto.

Io mi commuovo al pensiero di quanto un posto desolato nel cuore delle Orobie, con tre seggiovie e qualche condominio mi abbia dato. Sia a livello di sogni e di visioni che nella concretezza del vivere quotidiano. Ogni giorno si riparte sempre da se stessi.

Però io oggi lo faccio da qui. E per me ha un sapore diverso. Buon Ferragosto a tutti!

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