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Prima dei funerali di Luca e Matteo, interrogati gli amici con loro al Setai video

I due ragazzi sullo scooter che seguiva la Vespa 125 con a bordo le giovani vittime hanno detto di non essere stati loro a rompere il lunotto della Mini di Scapin

Prima di dare l’ultimo saluto a Luca e Matteo, gli amici che erano con loro la sera in cui sono morti sono stati ascoltati in procura per quattro ore.

I funerali di Luca Carissimi e Matteo Ferrari

Si tratta dei due ragazzi che all’alba di domenica 4 agosto erano in sella allo scooter che seguiva la Vespa 125 con a bordo le giovani vittime. Entrambi erano già stati sentiti dalla Polstrada di Bergamo subito dopo l’incidente, ma secondo il pubblico ministero Raffaella Latorraca era necessario riascoltarli per “certificare” alcuni punti fermi di questa tragedia. Anche alla luce della decisione del gip Vito Di Vita, a cui il loro racconto era parso poco credibile e non attendibile, di concedere i domiciliari a Matteo Scapin, derubricando l’accusa da duplice omicidio volontario a omicidio stradale aggravato. 

I due ventenni sono entrati nel palazzo di piazza Dante lunedì attorno alle 11 e ne sono usciti prima delle 15. Davanti agli inquirenti sono apparsi sinceri. La loro versione dei fatti è stata ritenuta veritiera. Non hanno visto tutto quella notte, anche per via del buio. Sulla questione del lunotto infranto alla Mini Cooper di Scapin, punto cruciale della vicenda, non hanno sciolto tutti i dubbi. Ma, da quel poco che è trapelato, non sarebbero stati loro.

La procura ha aggiunto altri tasselli, in attesa delle risposte che arriveranno dalla perizia cinematica e dagli esiti delle autopsie. Rimane da accertare chi ha mandato in frantumi il vetro posteriore dell’auto, e con che cosa.

Poi c’è il dubbio principale: gesto volontario quello di Scapin, come sostiene l’accusa, o urto involontario durante una fuga per paura? Il 33enne ha raccontato di essere andato nel panico proprio dopo aver sentito il boato del lunotto, che ha paragonato a un colpo di pistola.

Ma lunedì è stato anche il giorno dell’addio a Luca Carissimi e Matteo Ferrari, 21 e 18 anni. Oltre 1500 persone hanno partecipato ai loro funerali nella parrocchiale di Sant’Anna in Borgo Palazzo, il quartiere cittadino dove i due ragazzi erano cresciuti e vivevano.

Già un’ora prima della cerimonia, prevista per le 15, la chiesa era gremita. Sui feretri, un mazzo di rose bianche e la maglia dell’Olimpia, la squadra di calcio dove hanno giocato assieme e si sono conosciuti.

Presente anche il sindaco Giorgio Gori, con la fascia tricolore. Il parroco, don Eliseo Pasinelli, nella sua omelia, ha recitato una lettera immaginaria scritta dai due ragazzi: “Cari familiari abbiamo vissuto sbagliando e imparando. Sapeste quanto è bello essere qui, ma abbiamo bisogno che voi preghiate. Abbiamo capito quanto è bello amare. Amici, grazie senza di voi non potevamo vivere”.

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