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Retromarcia sul caro abbonamenti: “Tutti contenti? Non proprio, ma ha vinto il buon senso”

La protesta dei fedelissimi ha lasciato il segno

Con il ritorno al pensiero del filosofo Gianbattista Vico su corsi e ricorsi storici, sette anni dopo Percassi è costretto di nuovo ad innestare la retromarcia. Nell’estate 2012 le proteste di “Chei del parterre”, 435 abbonati, roba da 192 euro a tessera, lo costrinsero a mantenere il settore che aveva deciso di destinare a iniziative mirate sul territorio, quali “ Scuola allo stadio “, niente altro che un modo per evitare le ripetute multe per qualche lancio di palle di carta all’indirizzo degli allenatori avversari.

La storia di oggi riporta a un nuovo ripensamento. Pare avere lasciato il segno lo striscione appeso proprio dai fedelissimi che per la prima volta dal suo ritorno lo contestavano, oltre a difformi messaggi in rete che hanno portato in poche ore alla lettera di Percassi carica di spiegazioni e pure di qualche risentimento, per chi aveva parlato di mancanza di rispetto. Cosa assai inusuale per quanto la società ha fatto in questi ultimi anni, accompagnati da risultati sportivi irripetibili, nonché, non dimentichiamolo, con una grande partecipazione dei tifosi.

Non credo a un Percassi contento e nemmeno troppo vincitore, roba da elmetto per qualche collaboratore che non ha calibrato le conseguenze delle novità, non tanto per l’aumento dei prezzi quanto per l’abolizione delle riduzioni family. E comunque, in tema di marketing, perché non annunciare subito che le due partite a Parma non comportavano un aggravio di costo del biglietto?

Ebbene si ritorna all’antico, o quasi. Non per tutti, con la riduzione del 50% per gli under portati al limite dei 18 anni, il 30% per donne e over 65.

Niente riduzioni dei prezzi? Il buon senso ha prevalso, con l’annuncio tardivo (del costo di un euro per partita ) l’abbonato potrà scegliere liberamente di andare a Parma per le prime due partite in calendario.

L’abbonamento ritorna così per 19 gare, e tali devono rimanere senza ulteriori penalizzazioni alimentate dalle voci che vorrebbero un anticipo dei lavori allo stadio proprio in concomitanza con le ultime due partite casalinghe, in particolare quella con l’Inter.

Tutti contenti ? Non proprio. Mi riferisco agli abbonati della tribuna che la lettera non considera. Troppo silenti e senza striscioni, per loro e in particolare per quelli della ex-laterale ritrovatisi dall’anno scorso a pagare come l’abbonato col posto in centrale, nessun ritorno di beneficio. I minori non lo sono e diventeranno vecchi senza riduzioni, le donne pagheranno come i consorti.
Considerati i numeri ridotti uno sforzo poteva essere fatto. Salvo che prevalga l’antipatica logica della divisione per censo o per reddito.

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