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Il nuovo lavoro per pagare la casa con la fidanzata: Alessandro muore in cantiere

Il 28enne di Romano è stato colpito in testa da un tondino di ferro

Il lavoro in cantiere in centro a Milano, le operazioni nelle vicinanze di un vano ascensori in costruzione, il tondino di ferro che cade e il colpo in pieno capo che lo fa stramazzare a terra. E’ morto cosi Alessandro Vezzoli, 28enne di Romano di Lombardia in un’afosa giornata di agosto.

Giovedì il giovane era a Milano, dove con un team di altri operai stava costruendo un nuovo parcheggio interrato in via Soresina. Alessandro stava lavorando al piano meno sei quando una sbarra di metallo caduta dall’alto l’ha colpito in testa. Le sue condizioni sono parse da subito disperate e a nulla è servita l’operazione subita all’ospedale Niguarda dove era stato ricoverato: il ragazzo è spirato alle 9,07 di venerdì.

La tragedia ha colpito l’intera comunità romanese. Vezzoli era molto conosciuto in città. Amante dello sport, e in particolare del calcio, era un tifoso interista. Appassionato della pesca e degli animali, tra cui la sua tartaruga “Tatina” regalata al 28enne dalla fidanzata Andrea per San Valentino, il giovane viene ricordato da tutti i conoscenti con un sorriso, anche per via del suo carattere espansivo e alla mano.

Alessandro Vezzoli

Da poche settimane aveva iniziato a vivere con la sua ragazza, con cui aveva una relazione da circa un anno. Proprio l’amore per la compagna e la voglia di vivere con lei lo avevano spinto a lasciare la precedente mansione in un’azienda di Castelli Calepio, per andare a svolgere il lavoro di muratore con la prospettiva di ottenere uno stipendio più alto da reinvestire nel loro nido d’amore.

“Alessandro era un ragazzo meraviglioso – ha raccontato Eleonora Astori, una dei titolari del “Caffè 500″ di Romano che ben lo conosceva – sempre con il sorriso sulle labbra e soprattutto disponibile con tutti. Lo conosco bene perché la sua fidanzata è una mia dipendente e spesso veniva a trovarla qui al bar. Non stava mai fermo, se c’era da dare una mano lui aiutava sempre.

Adorava lo sport e partecipava ai tornei più disparati: dal calcetto alla pallavolo – e continua – . In occasione di feste o sagre aiutava senza chiedere nulla in cambio. Era veramente un ragazzo d’oro: amante della vita e soprattutto della sua Andrea, di cui era innamorato follemente”.

Oltre alla convivente, Alessandro Vezzoli lascia il padre, la madre e i due fratelli gemelli più piccoli. La famiglia ha acconsentito alla donazione degli organi. Ancora da fissare la data del funerale.

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