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Un operaio bergamasco morto e due feriti, i sindacati: “Non si può continuare così”

In Lombardia 75 morti da inizio anno

Il bilancio è tragico. Un operaio bergamasco di 28 anni, Alessandro Vezzoli, originario di Romano, ha perso la vita dopo essere stato trafitto alla testa da un tondino di ferro in un cantiere a Milano. Altri due operai, sempre bergamaschi, sono rimasti gravemente feriti durante alcuni lavori stradali nel bresciano: avrebbero erroneamente tagliato un tubo del gas provocando una fiammata che li ha investiti.

I SINDACATI

“L’Ugl esprime il suo cordoglio alle famiglie delle vittime che hanno perso la vita sul posto di lavoro in Lombardia -. Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale dell’Ugl, in merito alle morti sul lavoro avvenute nelle ultime 24 ore in Lombardia e che hanno causato due morti e tre feriti -. Non si può continuare a morire con questa frequenza, occorre promuovere una maggiore cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e una formazione degli operai più adeguata, soprattutto in quei luoghi dove il rischio di infortuni è maggiore. L’Ugl è in tour con ‘Lavorare per vivere’ per sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno e per dire basta a queste stragi. Proprio ieri eravamo a Lettomanoppello (PE) con 262 sagome per ricordare i morti sul lavoro di Marcinelle”.

“Mentre il Ministro degli Interni continua la sua campagna elettorale tra spritz, spiagge e discoteche, nelle fabbriche si continua a morire nel silenzio assordante del Governo e della Politica tutta, è una vergogna italiana – aggiunge il Segretario generale Fim Cisl Lombardia, Andrea Donegà -. Evidentemente il tema della sicurezza è uno slogan vuoto, buono solo per alimentare la guerra tra penultimi e ultimi e raggranellare manciate di voti picconando la convivenza civile, la solidarietà e i valori su cui si regge la nostra Costituzione Repubblicana. Che sia in fabbrica, in tutti i luoghi di lavoro o in mare, la vita umana, per questo Governo, vale meno di un selfie a petto nudo al Papeete. Per noi la vita delle persone è un bene indisponibile. Ci siamo stancati di aggiornare ogni settimana la conta dei morti suo lavoro. La Politica deve, subito, rimettere al primo posto della propria agenda il lavoro e la salute e sicurezza, condizioni necessarie per evitare che il degrado che si sta manifestando nella società travolga anche la parte migliore del Paese che lavora, paga le tasse e contribuisce alla collettività”.

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