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Tragedia di Azzano, la Camera Penale: “I processi si fanno in tribunale, non sui giornali”

"Suonano assolutamente fuori luogo interventi, tanto chiassosi nelle forme, quanto vuoti nei contenuti, di figure che per prime dovrebbero ispirarsi, praticare e ricordare a tutti il necessario rispetto dei valori costituzionali"

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Il Direttivo della Camera Penale della Lombardia Orientale lancia un monito dopo i numerosi commenti, anche da figure istituzionali, sull’incidente di sabato notte ad Azzano costato la vita a Luca Carissimi e Matteo Ferrari, 21 e 18 anni, e per il quale è imputato il 33enne di Curno Matteo Scapin. Ecco il comunicato:

A seguito di quanto accaduto nei giorni scorsi all’uscita di un locale notturno della provincia di Bergamo, il Direttivo della Camera Penale della Lombardia Orientale (Bergamo-Brescia-Cremona-
Mantova), in continuità con i propri principi ispiratori e con il massimo rispetto per il dolore dei familiari e degli amici delle giovani vittime e dell’indagato, non può non denunziare il sistematico ricorso a slogan e a strumentalizzazioni da parte di soggetti istituzionali preoccupati più di apparire che di favorire il corretto esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti dal giusto processo.

E’ chiaro una volta di più che i processi non si fanno a mezzo stampa, ma nelle sedi a ciò deputate e sulla base delle evidenze processuali, e che possono essere gestiti solo da soggetti abilitati muniti delle necessarie competenze professionali, ciascuno dei quali conosce non solo le leggi ma anche tutte le legittime iniziative da assumere unilateralmente, ovvero in contraddittorio, per giungere all’accertamento della verità in un clima rispettoso dei diritti e delle prerogative di tutte le parti.

Suonano assolutamente fuori luogo interventi, tanto chiassosi nelle forme, quanto vuoti nei contenuti, di figure che per prime dovrebbero ispirarsi, praticare e ricordare a tutti il necessario
rispetto dei valori costituzionali.

Valori che, partendo dal giusto processo di cui all’articolo 111, garantiscono tutela e dignità ad ogni individuo, indagato o persona offesa, sanciscono la netta separazione dei poteri e l’indipendenza della giurisdizione dalla politica, per evitare odiosi condizionamenti e favoritismi, auspicano un corretto bilanciamento tra diritto di cronaca e diritto di difesa, anche per offrire una doverosa riservatezza al dolore delle persone a qualsiasi titolo coinvolte, e affermano con forza il principio della presunzione di non colpevolezza fino alla sentenza definitiva.

Al pari della sistematica decretazione d’urgenza tesa a svilire il ruolo ed il dibattito democratico parlamentare, con risultati a oggi nel complesso qualitativamente discutibili, finalizzata a evitare
quelle riforme strutturali della giurisdizione e del processo di cui il Paese avrebbe, invece, veramente bisogno, nel caso specifico stigmatizziamo ogni presa di posizione affrettata e superficiale tesa a spettacolarizzare sofferenze profonde ed inimmaginabili che, per contro, ammiriamo sopportate con enorme dignità, meritevoli di grande rispetto e di non essere strumentalizzate da alcuno.

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