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Tragedia di Azzano, i papà di Luca e Matteo uniti nel dolore

Fuori dalla camera mortuaria dell'ospedale Papa Giovanni ricevono gli abbracci di parenti e amici che provano a risollevarli

Si abbracciano, provano a rincuorarsi. Pochi giorni fa hanno perso i propri figli morti, dopo una serata in discoteca, in un incidente stradale tutto da ricostruire e per il quale attendono verità.

Ma non ora, adesso per Marco Carissimi (in primo piano, con maglia blu) e Alessio Ferrari (dietro, con occhiali da sole) è il momento del dolore. Piangono i loro Luca e Matteo, morti sabato notte a 21 e 18 anni, dopo essere stati travolti da un’auto guidata da Matteo Scapin, 33enne di Curno ai domiciliari con l’accusa di omicidio stradale.

Fuori dalla camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo ricevono i saluti di parenti e amici che provano a risollevarli. Proprio lì, oggi, è in programma l’esame autoptico sulle salme delle due giovani vittime, che potrebbe fornire nuovi elementi all’indagine coordinata dal pubblico ministero Raffaella Latorraca.

Lunedì alle 15, nella parrocchia di Sant’Anna, sarà celebrato un unico funerale per i due ragazzi, che erano grandi amici e abitavano vicini, proprio nel quartiere cittadino di Borgo Palazzo.

Mercoledì il giudice per le indagini preliminari Vito Di Vita ha fatto uscire dal carcere e messo ai domiciliari il presunto responsabile dell’incidente. Scapin, nell’interrogatorio di convalida del fermo, ha raccontato la sua verità sulla sera della tragedia.

Dal litigio all’interno del Setai (per questo chiuso per tre mesi dal questore di Bergamo) per un complimento di troppo alla sua fidanzata, al lunotto rotto mentre era a bordo della sua Mini Cooper, fino allo scontro con la Vespa 125 che ha spezzato i sogni di Luca e Matteo e gettato nello sconforto i loro cari.

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