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Nubifragi sulla Bassa, l’allarme Coldiretti: “Agricoltura in ginocchio”

La grandine ha triturato mais e soia, raffiche di vento fortissime hanno sradicato alberi, allettato le colture in campo, scoperchiato stalle e serre, la pioggia incessante ha allagato campi e aziende agricole.

L’agricoltura bergamasca è costretta ancora a contare i danni. Un vero e proprio uragano ha flagellato le campagne della pianura. I territori di Verdello, Treviglio, Calvenzano, Caravaggio, Misano Gera D’Adda, Morengo, Bariano, Covo, Torre Pallavicina, Fontanella, Romano e Calcio sono stati colpiti da nubifragi, grandine e vento forte, un copione che si era già visto pochi giorni fa. La grandine ha triturato mais e soia, raffiche di vento fortissime hanno sradicato alberi, allettato le colture in campo, scoperchiato stalle e serre, la pioggia incessante ha allagato campi e aziende agricole.

“In meno di 15 minuti – racconta Nazzareno Samuel Ferro, allevatore di Torre Pallavicina – sono caduti 35 millimetri di pioggia. Complessivamente si sono superati gli 80 millimetri. È stato un susseguirsi di vento, acqua e grandine, un turbine di eventi che ha lasciato dietro di sé la devastazione. Questa è la quarta volta in pochi mesi che succede una cosa simile, sono veramente stanco di vedere il mio lavoro e i miei sacrifici spazzati via in pochi minuti”.

Luigi Carrara, allevatore di Arzago D’Adda, descrive così l’eccezionalità dell’evento atmosferico che ha completamente allagato la sua azienda e danneggiato il mais in campo. “È arrivato improvvisamente come un muro d’acqua e di grandine, velocissimo e devastante”.

Il nubifragio ha colpito un po’ ovunque. “L’acqua arrivava a secchiate da tutte le parti – dice Elena Lazzarini, allevatrice di Fontanella -, le grondaie non hanno retto il volume di pioggia e mi si è allagata anche la stalla. La grandine e il vento hanno praticamente cancellato il mais e la soia”.

Per la seconda volta in meno di una settimana sono state duramente colpite anche le strutture della Cascina Ganassina, laboratorio zootecnico annesso all’istituto agrario Cantoni Treviglio. “Purtroppo si tratta di strutture vecchie, che necessitano di manutenzioni straordinarie e di interventi di adeguamento alle mutate condizioni climatiche, ormai innegabili – dice la preside Simona Tomasoni -. Il tetto del fienile è stato, nelle due occasioni, completamente divelto e tutto quanto ricoverato sotto (paglia e fieno frutto del lavoro estivo e di un cospicuo investimento economico) si è irrimediabilmente rovinato. Per non parlare della stalla delle bovine da latte: non ha più vetri, è tutto bagnato e gli animali sono sofferenti, i vitellini in particolare”.

arzago cascina allagata agosto 2019

Tutti coloro che da anni si stanno impegnando per il recupero e la valorizzazione di una struttura “scolastica” unica in provincia sono allo stremo delle forze, la motivazione e l’impegno sono messi a dura prova da eventi che in poche ore distruggono il lavoro e i sacrifici di mesi.

“Non abbiamo alcuna certezza che questi danni vengano in qualche modo risarciti – prosegue la preside – danni che, per il bilancio di una piccola azienda agraria, sono davvero ingenti. Abbiamo tanti amici che ci stimano e ci invitano a non mollare, ma il momento è davvero molto difficile”.

I tecnici di Coldiretti Bergamo sono al lavoro per monitorare la situazione e fare una prima valutazione dei danni.

“Siamo vicini agli agricoltori così duramente colpiti – afferma Gianfranco Drigo, direttore di Coldiretti Bergamo -, stiamo attivando tutti i canali affinché le istituzioni preposte comprendano la gravità della situazione e vengano messi in campo tutti gli strumenti necessari per sostenere le aziende in questo momento di grave difficoltà”.

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