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Bergamo-Treviglio, scontro sulla gestione: “Ma chi si occupa del territorio?”

L'ex assessore provinciale Felice Sonzogni seguì il progetto iniziale: "Quello attuale penalizzerà i cittadini bergamaschi". Via Tasso? "Sbagliò a cedere anzitempo quote ai privati. Ora si parla solo della disputa per la gestione della società, non di obiettivi"

Da bravo architetto qual è, Felice Sonzogni osserva sempre le cose da più prospettive. Il tema (rovente) è quello dell’autostrada Bergamo-Treviglio. Un progetto che Sonzogni, quando era assessore in Provincia con Valerio Bettoni, ha seguito in prima persona anche in qualità di componente del CdA della società (allora si chiamava I.P.B, ora Autostrade Bergamasche spa) per definire gli obiettivi di un’infrastruttura impattante ma secondo molti necessaria, rappresentando un collegamento veloce tra il capoluogo della provincia e quello della Bassa.

Del tema, di grande attualità, si è tornato a discutere in vista dell’assemblea dei soci per la nomina del Cda di Autostrade Bergamasche, società proponente la nuova autostrada. L’assemblea è andata deserta per mancanza del numero legale, non essendosi presentata la componente bergamasca, a differenza di quella bresciana. Il presidente, Antonio Sala, ha quindi rinviato la seduta a sabato 10 agosto.

“Ai tempi si era data un’impostazione molto chiara al progetto – spiega Sonzogni -. Il ruolo primario era della Provincia, mentre oggi non è così. Il dibattito è relegato alla sola disputa per la guida della società tra bergamaschi o bresciani. Tuttavia, si sta parlando di una questione strategica per il nostro territorio. Dove sono finiti gli obiettivi veri?” si domanda l’ex assessore.

Per capire il presente tratteggiato da Sonzogni occorre fare qualche passo indietro, ripercorrere il passato. “L’infrastruttura autostradale bergamasca I.P.B (Interconnessione Pedemontana Brebemi, ndr) è stata un’intuizione, una proposta e un progetto della Provincia di Bergamo sviluppato in accordo e partnership con Brebemi – ricorda -. L’opera si collocava all’interno della grande rete autostradale e costituiva il segmento di interconnessione tra le autostrade A4, Pedemontana e Brebemi”. L’insieme di queste opere, a sua volta, era una parte del ‘corridoio 5’, il famoso corridoio ferroviario ad alta velocità per le merci che da Lisbona dovrebbe raggiungere Kiev.

“Questa – ribadisce Sonzogni – è una premessa essenziale per porre al giusto livello il valore dell’infrastruttura, sia da un punto di vista funzionale che finanziario. È importante la relazione tra Bergamo e Treviglio, ma la sostenibilità finanziaria deriva soprattutto dai grandi flussi di interscambio tra le autostrade e dai nuovi insediamenti che si andranno a collocare in loro prossimità”.

Precedentemente “l’equilibrio finanziario andava a braccetto con l’obiettivo di contenere le tariffe per il pedaggio – sottolinea l’ex assessore di via Tasso -. Nel caso specifico si era prevista una modulazione delle stesse azzerando il costo per chi l’avrebbe utilizzata come mobilità interna alla Provincia (vedi tangenziale est Milano, ndr) rispetto a coloro che l’avrebbero presa come connessione tra le varie autostrade”.

Con il passaggio di consegne tra l’amministrazione provinciale guidata da Bettoni e quella di Ettore Pirovano, la ‘vecchia’ I.P.B è diventata la ‘nuova’ Autostrade Bergamasche Spa. Era il 2009. “Il progetto ha subito modifiche importanti, discutibili nel merito, ma comunque destinate a mutarne il senso con evidenti rischi” sostiene Sonzogni. Che parte nell’elencarli, uno ad uno.

Primo: “Siamo di fonte ad un evidente declassamento funzionale: da progetto di grande scala il progetto diventa locale, importante ma di prevalente relazione tra Bergamo e Treviglio”.

Secondo: “Per quanto riguarda il pagamento dell’opera, il costo verrà recuperato interamente dalle tariffe del pedaggio di chi la utilizzerà all’interno del territorio provinciale, ammesso che non venga richiesto una ulteriore copertura dei costi con contributo pubblico”.

Terzo: “L’arretramento della Provincia nel cedere le quote della società”, dal 2016 sotto il controllo del gruppo Vitali. “Un grave errore – attacca l’architetto Sonzogni -. Ai privati, bergamaschi o bresciani che siano, si dovevano cedere quote soltanto dopo aver definito il progetto”.

“Ora il compito del nuovo CdA è la definizione strategica del progetto e dei contenuti che verranno messi a gara per la realizzazione” (la realizzazione e gestione dell’opera sarà assegnata mediante una gara e non è detto che venga assegnata a questa società). “Autostrade Lombarde – aggiunge Sonzogni – ha commesso l’errore nel proporre un assetto poco attento ai bergamaschi” e “i bergamaschi sbagliano a porre una questione territoriale senza esplicitarne i contenuti, avendo peraltro ceduto quote a realtà imprenditoriali che, indipendentemente dall’essere bergamaschi o bresciani, difendono legittimamente i propri interessi. Ma degli interessi del nostro territorio, chi se ne occupa?”.

Tornando all’assemblea del 1° giugno, la componente bresciana si è presentata indicando un CdA praticamente a senso unico. L’attuale presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli, prima della riunione ha tentato di promuovere un accordo, non accolto dalla sponda bresciana. Mancando le condizioni per un’intesa, la rappresentanza bergamasca (Provincia e Comuni di Treviglio, Dalmine e Pontirolo, nonché Ance Bergamo) ha preferito non partecipare facendo saltare la seduta.

Una fumata bianca non è scontata, nonostante le rassicurazioni di Gafforelli, al quale Sonzogni rivolge un invito: “La Provincia dovrebbe riprendere un ruolo da protagonista e rilanciare un progetto di grande scala, senza rinchiudersi nel perimetro provinciale”.

Così, secondo Sonzogni “si rischia davvero di rimanere troppo piccoli e di far pagare un costo eccessivo, questo sì, solo ai cittadini bergamaschi nel pagamento delle tariffe per il pedaggio autostradale della Bergamo-Treviglio”.

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