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Meno partite e prezzi in aumento: andare “all’Atalanta” non è mai costato tanto

Con la ristrutturazione del Gewiss Stadium i tifosi perdono le prime due di campionato e rischiano di doversi spostare anche per le ultime due. Mentre i prezzi volano alle stelle: neanche a San Siro la curva è tanto cara

A patto che l’Atalanta vinca e soprattutto diverta, ha sempre ragione la società? Ciò non deve impedire una riflessione dove i latini usavano il termine introspectus, guardare dentro, nell’animo dei tifosi, quando ahimè non nel portafoglio.

Con lo stadio – Curva Pisani a parte – che rimane ancora una struttura vecchia, voilà gli aumenti.

Quanto attesi e quanto pensati dalle strutture del marketing nerazzurro?

Serva rimandare a qualche dato perché i bilanci familiari si fanno con i numeri, come con lo spread che sale e con le Borse che scendono, seppur con la ricchezza degli italiani che vale sempre di meno. Quando non sta sempre nelle tasche dei soliti noti.

Andare all’Atalanta non è mai stato in discussione e non lo sarà nemmeno quest’anno malgrado gli aumenti non siano proprio in linea con la fase stagnante dell’economia italiana? Questa è la domanda da farsi.

Succede dalla stagione 2016-’17, il primo anno di Gasperini, quando erano 10.873 abbonati, 14.164 nel 2017-’18 e 15.676 l’anno scorso.

Senza mai raggiungere i 17.740 del 1984-’85 che rimane il record assoluto, mentre Percassi mantiene un record personale, quello dell’anno 2010-’11 con 16.195 sottoscrizioni: l’anno del suo ritorno (era il 4 giugno 2010) con la promozione in serie A. Servirà uno sforzo di passione per superarlo.

I prezzi: come e quanto sono aumentati? Premesso che gli abbonamenti della stagione 2019-’20 sono su 17 partite, una novità e una decisione corretta per quanti non gradiscono vincolare la sottoscrizione alle prime due partite a Parma, un boomerang per i prezzi che verranno stabiliti per le partite al Tardini, un grosso punto interrogativo per le ultime due partite casalinghe, tra cui quella con l’Inter. Pago oggi, senza la certezza di vederla a Bergamo?

Il dato più sorprendente esce dalla nuova Curva Pisani e non è per i nuovi seggiolini numerati che implica una prelazione riservata e stabilita dal 10 al 17 agosto, ma l’aumento, che con il costo immaginato del biglietto per le due partite non comprese nell’abbonamento, finisce per superare il 100 per cento. Per stare ai numeri: 290 euro per 17 partite contro 160 euro per 19 partite dell’anno scorso a cui si deve aggiungere il costo delle due partite non comprese.

Una riflessione anche su altre novità. Addio family da quest’anno per tutti i settori, con mantenimento del ridotto under 14 e per invalidi al 75 per cento solo per tribuna Ubi e curve.

La tribuna centrale Ubi orfana della family, per la quale l’anno scorso si era raggiunto l’esaurito, vola a 600 euro (era 400). Sempre ragionando sulle due partite a Parma, non comprese, l’aumento potrebbe essere del 67%.

Tribuna Vip nerazzurra 3.000 euro per il rinnovo in prelazione. Formalmente stabile, calcolato però su 17 partite invece delle 19 in calendario vorrebbe dire 176 euro a partita. Che fanno un aumento del 12%.

Tribuna centrale, dall’anno scorso comprende anche la ex-laterale senza nessun tipo di riduzione family, donne, minori e over 65 (nemmeno under 14 e invalidi), fanno 1.800 euro a fronte dei precedenti 1.600. Un costo di 105,88 euro a partita significa formalmente un 12% in più, che per chi decidesse di andare a Parma alle stesse condizioni di prezzo (105,88 euro?) potrebbe significare un aumento di quasi il 26%.

Il terzo posto, in attesa dei prezzi Champions, costa più del previsto?

Uno sguardo veloce agli altri. In casa Inter la poltroncina rossa centrale costa 2.250 euro contro i nostri 3.000. Le curve 265 euro (290 euro la nostra).

A Bologna, la dotta, la poltrona gold costa 1.400 euro e la curva Bulgarelli è a 220 euro. A Firenze le curve sono a 190 euro. E rimangono le riduzioni donna, over 65 e under 30 e 14, oltre alla formula insieme (adulto + minore).

C’è più di uno spazio per le riflessioni e per le scelte.

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