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Atalanta, la curva contesta Percassi: “Che errore sugli abbonamenti, rispetto per chi c’è”

Al cantiere del Gewiss Stadium spunta uno striscione contro la proprietà nerazzurra: è polemica sui prezzi degli abbonamenti

I prezzi degli abbonamenti per la stagione 2019-’20 non sono affatto piaciuti a gran parte dei tifosi atalantini. Nemmeno ai fedelissimi della Curva Nord, che mercoledì mattina hanno appeso uno striscione al cantiere del Gewiss Stadium per esprimere tutta la loro rabbia nei confronti della società.

“Passano gli anni, cambiano i tempi, ma che errore sbagliare sugli abbonamenti… Rispetto per chi c’era, per chi c’è e per chi ci sarà” è il messaggio eloquente che gli ultrà hanno voluto mandare al patron Antonio Percassi, che dopo il suo insediamento bis a Zingonia (era il giugno del 2010) non aveva mai ricevuto una vera e propria contestazione dalla frangia più calda del tifo.

Il lungo striscione esposto al cantiere dello stadio
curva

“Siamo sorpresi che si possa aver attuato una proposta del genere non considerando gli aspetti fondamentali che contraddistinguono il ‘mondo Atalanta’ – scrivono i rappresentanti della Nord in una nota -. Non siamo sprovveduti ed eravamo consapevoli che con la curva nuova e lo stadio rimesso a nuovo qualche rincaro dei prezzi ci sarebbe stato, le cose belle giustamente si pagano ma vogliamo porre il punto su alcuni aspetti che secondo noi andavano e vanno presi in considerazione”.

“Troppe differenze rispetto al prezzo dello scorso anno – si legge -. Per abbonarsi in curva quasi il doppio: perché? Per il rinnovo e soprattutto se ci mettiamo nei panni di un ragazzo/a di 16/17 anni che si vuole abbonare per la prima volta 350 euro sono davvero troppi. Eliminazione della tariffa agevolata per gli over 65 gente che si abbona da 50 anni nonostante la pensione minima… Eliminazione della tariffa agevolata per donne e ragazze che a Bergamo è sempre stata storia, non saremo certo noi a porre una differenza di genere all’interno della tifoseria ma chiediamo un occhio di riguardo per le nostre ragazze, mogli, madri e nonne”.

“Eliminata la tariffa agevolata family – continua la nota della Nord -. Siamo consapevoli che su questo aspetto qualcosa da cambiare ci fosse viste le troppe assenze ma perché penalizzare tutti per colpa di alcuni? Non era meglio togliere questa agevolazione per chi allo stadio non ci viene e premiare chi è sempre stato presente? Non si volevano riportare le famiglie allo stadio? Nessuno mette in dubbio quanto di buono la società abbia fatto in questi anni, ma una presa di posizione sull’argomento era da parte nostra doverosa. I tempi cambiano certamente ma noi no… chiediamo per questo che i settori popolari restino con prezzi popolari per il bene della tifoseria e del popolo atalantino”.

Gli abbonamenti, presentati martedì 6 agosto, hanno creato diversi malumori tra i sostenitori atalantini.

Su tutti, a stupire e far arrabbiare è stato il vistoso aumento previsto per chi decidesse di abbonarsi nella nuova Curva Pisani al costo di 290 euro con Dea Card (295 senza), contro i 160 previsti fino alla passata stagione.

D’accordo la nuova struttura – hanno detto i tifosi – ma un aumento del 100% (se si calcolano le due gare in meno in programma a Bergamo) nel giro di un anno è davvero troppo.

Prezzi all’insù, poi, anche in tutti gli altri settori dello stadio, con le tariffe family e i ridotti per donne e over 65 spariti in un colpo solo.

(Foto Fb Sostieni la Curva)

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