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Podio europeo e oro alle Universiadi, Matteo Rizzo non si vuol fermare: “Ora una medaglia mondiale”

Il pattinatore delle Fiamme Azzurre di stanza all’IceLab di Bergamo proverà a confermarsi nell'annata 2019-2020

Equilibrio ed eleganza: sono questi i principali aspetti che rendono il pattinaggio di figura affascinante e su cui Matteo Rizzo ha lavorato intensamente durante la sua carriera, riuscendo perfino a portare per la prima volta l’Italia sul podio in una tappa di Gran Prix.

Reduce da una stagione stellare coronata dal successo alle Universiadi e dal podio agli Europei, il pattinatore delle Fiamme Azzurre di stanza all’IceLab di Bergamo proverà a confermarsi nell’annata 2019-2020, con il sogno di conquistare in futuro il Campionato del Mondo.

Nella scorsa stagione si è tolto tante soddisfazioni: all’inizio di questa annata si sarebbe mai aspettato di esser il primo italiano a tagliare quest’ultimo traguardo?
“Sicuramente non era uno dei miei obiettivi visto che si trattava della mia prima stagione di Coppa del Mondo, ma, vista la mia crescita durante quel periodo, ogni gara è stata motivante”.

La medaglia d'oro conquistata da Rizzo alle Universiadi
Matteo Rizzo

Facendo un passo indietro, come è nata la passione per il pattinaggio di figura?
“Possiamo dire che sono cresciuto sui pattini visto che entrambi i miei genitori sono insegnanti: anche solo per stare con loro e seguirli sulle piste ero costretto a mettermeli ai piedi. In realtà, poi, solo all’età di 8 anni ho deciso di intraprendere la via dell’agonismo”.

Oltre a esser allenato da Franca Bianconi, lei è seguito anche da suo padre Walter: quali vantaggi offre avere un genitore come allenatore e, al contrario, quali difficoltà crea?
“Dal mio punto di vista l’inserimento di mio padre nello staff tecnico ha comportato più pro che contro. È stato rigido quando era necessario, ma al tempo stesso mi conosce più di ogni altro allenatore al mondo per cui nei momenti difficili sa cosa dirmi”.

Matteo Rizzo è nato a Roma il 5 settembre 1998
Matteo Rizzo

Lei è cresciuto a Sesto San Giovanni, ma da alcuni anni si allena all’IceLab di Bergamo: perché ha scelto la città orobica come quartier generale per la propria preparazione e qual è stato l’impatto con essa quando è arrivato?
“IceLab è un bellissima realtà cresciuta solo da qualche anno e che, facendo parte del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, mi ospita gentilmente. Mi trovo molto bene qui e ad oggi non ho alcuna intenzione di spostarmi”.

A proposito di allenamenti, come si prepara una competizione importante come una tappa di Gran Prix o un Mondiale?
“I metodi di allenamento sono diversi per ogni atleta, ma con il mio staff siamo riusciti sicuramente a trovare quello più adatto. Durante la preparazione alle gare mi alleno ogni giorno circa tre ore sul ghiaccio, più una fuori”.

Qual metodo utilizza invece poco prima di scendere in pista per affrontare la pressione?
“Posso dire di avere i miei riti scaramantici, anche se non è esattamente così. Più che altro esiste una routine formata da varie azioni capace di aiutarmi ad affrontare al meglio la gara imminente”.

Nel 2018 lei ha preso parte alle Olimpiadi di Pyeongchang chiudendo la propria prova al 21° posto. Quanto è stata importante questa esperienza per la sua carriera?
“Prendere parte a un’Olimpiade è un grande risultato per qualsiasi atleta, nel mio caso la partecipazione all’ultima edizione mi ha aiutato molto nella crescita della mia carriera”.

Matteo Rizzo con il bronzo conquistato all'Europeo
Matteo Rizzo

Come anticipato lo scorso gennaio ha conquistato si Campionati Europei la medaglia di bronzo. In quell’occasione il due volte campione del mondo Javier Fernandez l’ha designata come il suo erede: quanto pesa un passaggio di consegne così importante?
“Con Javier Fernandez esiste un rapporto di grande amicizia, per questo motivo il ‘passaggio di consegne’ è soltanto uno sprono per andare avanti, sapendo di avere in ogni gara il suo sostegno”.

Il prossimo anno le Finale di Gran Prix si disputeranno a Torino: quali stimoli può offrire esibirsi davanti al proprio pubblico?
“Il Mondiale di Milano lo porterò sempre con me: il pubblico era incredibile, quasi non sentivo la musica del mio programma talmente le persone intorno mi incitavano”.

Nelle prossime settimane si trasferirà in Canada per svolgere una parte della preparazione fisica. Cosa si aspetta da questa esperienza?
“Andrò ad allenarmi con campioni mondiali e olimpici, questo sicuramente mi darà stimolo a migliorarmi non solo nell’aspetto tecnico ma anche dell’atleta. Sarà una nuova esperienza per me, cercherò di sfruttarla al massimo”.

Se dovesse scegliere fra le colonne sonore con cui si è esibito nel corso della sua carriera, qual è la sua preferita e perché ?
“Sul gradino più alto del podio non posso non mettere il free program dell’anno passato sulle note dei Queen. Mi sono divertito molto a pattinare con questa musica”.

Quali sono gli obiettivi per la prossima stagione?
“Iniziare al meglio la stagione, quindi ripartire da dove mi sono fermato. Un’altro potrebbe esser quello di arrivare alla finale di Grand Prix a Torino, anche se più che un obiettivo è un mini sogno”.

Qual è il sogno che le piacerebbe realizzare nei prossimi anni?
“Uno dei miei sogni è diventare campione del mondo e medagliato olimpico. Chissà, non si sa mai…”.

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