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Ortofrutta

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Succose e rinfrescanti, ecco le susine: che differenza c’è con le prugne?

C’è disponibilità di grandi quantitativi e soprattutto un’ampia gamma di varietà sia dalla polpa gialla a quella scura, rotonde oppure oblunghe, per tutti i palati e per tutti i gusti.

Succose e rinfrescanti, le susine sono il prodotto della settimana al mercato ortofrutticolo bergamasco. C’è disponibilità di grandi quantitativi e soprattutto un’ampia gamma di varietà sia dalla polpa gialla a quella scura, rotonde oppure oblunghe, per tutti i palati e per tutti i gusti. Vi spieghiamo subito una cosa: susine e prugne sono lo stesso frutto: fresco si chiama susina, secco se chiama prugna.

Per la propria spesa dal fruttivendolo o dall’ambulante di fiducia, quindi, sono disponibili a condizioni convenienti, con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo. Gli esemplari più maturi arrivano dall’Italia meridionale, mentre l’Emilia Romagna sta offrendo grandi quantitativi.

Ricche di proprietà per la salute e il benessere dell’organismo, le susine sono una buona fonte di sali minerali, specialmente potassio, che può aiutare a prevenire disturbi della pressione arteriosa, stanchezza, disordini dell’apparato digerente e cellulite.

Grazie alla presenza di acqua sono dissetanti, rinfrescanti e idratanti, utili per recuperare i liquidi persi per la sudorazione, mentre il contenuto di fibre contribuiscono alla regolazione delle funzioni intestinali. Per questo sono particolarmente indicate per chi soffre di stipsi, avendo una funzione blandamente lassativa, ma svolgono anche un’importante azione antiossidante, non tanto per il contenuto in vitamina C e carotenoidi quanto per la loro associazione alle sostanze fenoliche.

Non è tutto: l’assunzione di potassio protegge dai crampi muscolari e costituisce una preziosa risorsa dopo uno sforzo intenso. Esso, infatti, coadiuva la contrazione cardiaca e la trasmissione dello stimolo nervoso e muscolare. In aggiunta, nelle susine ci sono buone dosi di calcio e fosforo, che proteggono le ossa aiutando a combattere l’osteoporosi. Risultano anche molto utili in gravidanza, soprattutto il fosforo, che produce effetti benefici sul cervello, favorendo la concentrazione.

Infine, a completare la composizione di questi frutti, nelle loro diverse varietà, è un discreto contenuto di vitamina A, necessaria per proteggere le cellule della mucosa e della pelle e, in generale, per il buon funzionamento delle difese immunitarie, ma anche di vitamina B1 e B2, alleate dell’equilibrio nervoso.

In cucina possono essere consumate fresche, al naturale e in macedonia, conservate (secche, sciroppate, in cottura, sotto spirito o candite) o adoperate per preparare marmellate, confetture, torte, crostate, succhi e liquori. In alternativa si possono utilizzare per originali primi, come pastasciutta, gnocchi e risotti, oppure ottimi secondi piatti (carni o salumi).

Per chi ama il pesce, è possibile optare per baccalà, trote, pesce spada, arista o coda di rospo. E ancora, si possono realizzare svariati dessert, come torte e ciambelle, muffins, crumble e strudel, flan, cheese-cake, panna cotta e plum cake. Un consiglio: è meglio acquistare le susine al giusto grado di maturazione, in quanto, una volta staccate dall’albero, maturano difficilmente.

Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, si trovano agrumi controstagione. Per le arance adesso il prodotto più fresco viene dal Sud Africa, varietà Navellina. Condizione analoga per i limoni, per i quali l’origine è argentina e sudafricana, e anche per i pompelmi provengono principalmente dal Sudafrica. Vengono importati via nave e il rapporto qualità-prezzo è sostenibile, non particolarmente oneroso.

Volge al termine la campagna delle albicocche: al momento ci sono varietà medio-tardive nazionale (da Piemonte, Emilia Romagna e Veneto) ed estere (c’è anche prodotto francese).

Risulta in contrazione l’offerta delle ciliegie, ma cala anche l’attenzione del consumatore.
Risalgono ciclicamente le quotazioni delle fragole, mentre sono piuttosto stabili i prezzi di pesche e nettarine, con significative differenze tra pezzature grandi e piccole.

Migliora la qualità dell’uva da tavola, soprattutto la varietà bianca, Vittoria: siamo nel pieno della stagionalità tradizionale per questa specie. L’aumento dell’offerta porta migliori condizioni qualitative e prezzi in discreto calo. Sono sempre reperibili anche le tipologie senza semi.

Sono in diminuzione i prezzi delle angurie, anche se i valori di mercato risultano leggermente superiori rispetto alle medie della stagione. Inizialmente hanno avuto costi elevati per la forte calura di giugno, poi sono rimaste su livelli sostenuti per l’ottima qualità e una buona richiesta da parte dei consumatori.

Sono in caduta libera, invece, i prezzi dei meloni che avevano iniziato l’annata con quotazioni particolarmente alte mentre ora calano notevolmente. I volumi sono in deciso aumento e nella massa gli esemplari hanno pezzature troppo grandi perchè le piante hanno maturato meno frutti nutrendoli maggiormente e quindi sono diventati più grossi.

Passando al comparto orticolo, aumenta il costo dell’insalata a cespo della produzione locale: le temperature alte degli ultimi giorni hanno inciso negativamente sulla resa produttiva.

Per concludere, è in calo il prezzo delle zucchine, pur rimanendo entro valori di mercato superiori alla media del periodo, mentre rimangono stabili le quotazioni di tutte le varietà dei pomodori. Per questi ultimi, invece, cala la varietà a grappolo olandese.

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