Il sarcofago di via Arena, un giallo irrisolto fra Bartolomeo Colleoni e il “Cavaliere Misterioso”
Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che oggi fa tappa in Città Alta
Chi è il “Cavaliere Misterioso” che un tempo riposava nel sarcofago della Casa del Priore di via Arena ?
E’ la domanda che da decenni si pongono molti bergamaschi e che ancora oggi non ha ancora trovato una risposta.
L’unica certezza è che il sepolcro non ospitò mai il corpo di Bartolomeo Colleoni, condottiero orobico scomparso nel Castello di Malpaga il 3 novembre 1475 e a cui venne attribuita per decenni la sepoltura.
Riposte all’interno del monumento funebre attualmente visibile nella Cappella Colleoni, per secoli le spoglie del generale furono al centro di un appassionante mistero riguardante il luogo di tumulazione.
Partendo dal presupposto che i sarcofaghi di Piazza Duomo fossero vuoti, si iniziò a pensare che nel 1575 il feretro fosse stato spostato in altra sede a seguito di un decreto emesso dall’arcivescovo di Milano San Carlo Borromeo.
A spingere verso questa ipotesi vi fu infatti la richiesta del prelato meneghino di togliere alcuni cimeli dalla chiesa, ma che al tempo stesso fece pensare ai resti del nobile solzese e che quindi diede vita a una leggenda propagatasi nei decenni.
L’interesse nei confronti di quest’ultimo si riaccese a partire dal 15 giugno 1922 quando il re Vittorio Emanuele III, in visita ufficiale a Bergamo, chiese agli accompagnatori dove fosse tumulato il Colleoni, creando in loro una sensazione di imbarazzo visto che nessuno era in grado di dare una risposta in merito.
Tutto ciò spinse a riaprire le ricerche che, soltanto il 12 gennaio 1950, portarono alla scoperta di un’ arca sotto il pavimento della Basilica di Santa Maria Maggiore.
All’interno di essa fu rintracciato il cadavere di un guerriero di grande statura corredato da un bastone di comando, una spada e un dado d’avorio usato per dipanare i dubbi prima delle battaglie, oggetti che fecero pensare immediatamente al capitano di ventura.
Alto 1,15, lungo 2,5, largo 1,25 e pesante 8 tonnellate, la sepoltura alto-medievale era già stata segnalata nel 1651 da padre Donato Calvi il quale raccontò di un primo ritrovamento della stessa avvenuto durante i lavori di posa delle impalcature per il restauro degli stucchi delle volte.
Questa testimonianza convinse monsignor Giuseppe Locatelli, priore della Basilica, e gli studiosi che il corpo fosse del celebre cavaliere, tuttavia il 21 maggio 1956 una commissione presieduta da padre Agostino Gemelli escluse questa possibilità.
Nonostante le ossa non appartenessero al Colleoni, il priore volle che venne incisa sull’arca la sigla “Cap. B. Coll.”, mentre i resti della persona ignota vennero riposte in un’urna di ebano protetta da una cassetta di zinco, collocata sotto la chiesa romanica dove ancora oggi è posizionata.
A distanza di tredici anni, il 21 novembre 1969, le spoglie autentiche furono rinvenute adagiate nel doppio fondo del sarcofago inferiore, accompagnate ancora con il berretto da capitano, il bastone del comando, la spada e gli speroni descritti nelle cronache e con una targa in piombo su cui era scritta la seguente frase: “Bartolomeo Colleoni … Comandante Generale del Veneti, mai sconfitto, visse 80 anni e comandò per 24 …”.
A cinquant’anni dalla sua scoperta, l’ufficiale a servizio della Serenissima riposa in pace nella cappella a lui intitolata, mentre il giallo del “Cavaliere Misterioso” è ancora in cerca di soluzione.


