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Atalanta, è un passo indietro: ma col Leicester è stato calcio vero

Contro i Foxes fatali due gravi errori difensivi. Ora la palla torna alla società: servono un difensore e anche un attaccante

L’Atalanta chiude la tournée inglese come aveva cominciato: stesso risultato (ko 2-1) ma sconfitta stavolta più netta.

Ci sta. Perdere non piace a nessuno, però il Leicester (come si poteva immaginare) è la squadra più forte tra le tre e soprattutto più avanti nella preparazione. Perché se è vero che l’Atalanta è la squadra più… inglese della Serie A, per il suo calcio spesso spettacolare, tuttavia per giocare come vuole Gasp devi avere le gambe, oltre che la testa a posto.

E i nerazzurri a Leicester erano sicuramente più affaticati degli avversari, inoltre la stanchezza porta anche a errori, leggi amnesie difensive, che a certi livelli costano care. Nella Premier come in Champions. Errori di Masiello sul primo gol e Palomino sul secondo. Se poi ne approfitta Vardy, che tre anni fa è stato capocannoniere in Inghilterra, allora è gol sicuro. O quasi. Nel primo tempo infatti uno strepitoso Gollini si oppone allo stesso Vardy e nel secondo fa il bis su Perez.

Il primo tempo termina 0-0, Gasperini schiera Gollini: Hateboer, Djimsiti, Masiello. Castagne, de Roon, Freuler, Gosens, con Malinovskyi trequartista dietro a Ilicic e Zapata.
Leicester più pimpante e pericoloso, ma l’Atalanta due volte con Gosens si affaccia nell’area inglese. Nella ripresa si fa vedere Muriel che entra al posto di Zapata e cerca più volte la porta. La troverà su rigore solo all’89’, grazie a uno spunto di Barrow entrato nell’ultima mezz’ora al posto di Ilicic.

Robin Gosens, ancora titolare col Leicester
Leicester Atallanta

Bene Gomez, che salta in dribbling e in corsa gli avversari però spesso manca l’ultimo passaggio. I tanti cambi non aiutano, chiaro che Zapata fa un lavoro e sa alzare la squadra come nessun altro, oltre a concludere da vero bomber.

I nerazzurri soffrono anche qualche intervento un po’ rude degli inglesi (e l’arbitro lascia correre…) ma bisognerà anche abituarsi a questo metro di giudizio europeo.

Detto che Toloi non era nemmeno in panchina per un risentimento muscolare, a tre settimane dall’inizio del campionato ricordiamo le richieste del Gasp: un difensore e un attaccante serviranno, per essere davvero pronti.

Ora il rientro a Zingonia, prossima amichevole sabato 10 a Madrid contro il Getafe.

(Foto atalanta.it)

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