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È di Antegnate l’uomo che ha insultato sul treno: “Negro del c…, fammi vedere il biglietto”

Sarebbe stato individuato dalla Polizia Ferroviaria anche grazie ai testimoni che hanno assistito alla scena

È un 50enne di Antegnate l’uomo che nella giornata di mercoledì 31 luglio sul treno Milano Centrale-Verona ha insultato un gruppo di ragazzi di colore. Sarebbe stato individuato dalle Forze dell’ordine anche grazie ai testimoni che hanno assistito alla scena, come racconta Delia Piavani, studentessa 24enne di Cremona che ha anche girato un video.

LA TESTIMONIANZA DELLA STUDENTESSA

“Avevo le cuffie e stavo guardando una serie tv ma in sottofondo sento una persona imprecare – scrive Delia -. Le tolgo ed esattamente dietro di me, nell’area dove ci sono le porte del treno sento che un uomo tra insulti razzisti vari (anche in bergamasco come si può sentire) chiede insistentemente il biglietto ad un ragazzo di colore, che io non vedo perché resta dietro al mio sedile.
“Hai fatto il biglietto? Fammi vedere il biglietto” il ragazzo gli chiede “perché dovrei mostrarlo a te?” e lui impazzisce dicendo che quella maglietta verde è la sua divisa, e lo accusa continuamente di non avere il biglietto e quindi di non avere diritto ad essere sul treno. “È tua quella bici? Pure la bici hai. Ora è mia, spetta a me, sono italiano”.
Sento il ragazzo che inizia a non rispondere più, ma lui continua. Mi sposto nel sedile di fronte in modo da riuscire a vedere meglio. E inizia a prendersela anche con un altro, nell’altro vagone, come si vede nel video, una spintonata, uno sputo, parolacce, “questo è il MIO treno”, “a te non lo controllano solo perché sei colorato”.
La storia continua, ogni persona di colore che sale la accusa di non avere il biglietto, minaccia di fare una strage prima o poi, perché a lui “i neri gli stanno sui coglioni perché non lavorano”. Alla fine il ragazzo esausto si allontana.
Arriva il controllore, io sto per scendere, gli mostro il biglietto e gli dico quanto accaduto.
La sua risposta “sì, ogni giorno è sempre peggio, mi spiace”. Accanto a me nei sedili a fianco un signore di colore mi guardava, sconfortato. Avrei voluto dirgli che non siamo tutti così, ma non mi usciva una parola. Avrei voluto avere più coraggio per scendere e mettermi in mezzo.
Tengo a precisare che quel “signore” era perfettamente lucido, parlava al cellulare con la sua compagna in modo normalissimo, la sua frustrazione veniva sfogata così, nel modo più orribile, vederlo con i miei occhi mi ha scossa molto, sono scesa da quel treno con tanta rabbia, frustrazione e nausea e sensazione di impotenza”.

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