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“A Colognola l’ennesima estate d’inferno: qui l’unica rotta dei decolli”

Ennesimo, ma stavolta più forte grido d'allarme, perché il quartiere cittadino è rimasto l'unico a subire gli effetti dei voli (in continua crescita) che decollano dall'aeroporto di Orio al Serio. Dove sono le istituzioni? chiede l'associazione "Colognola per il suo futuro"

L’associazione di Bergamo “Colognola per il suo futuro” lancia un grido d’allarme, l’ennesimo, ma stavolta più forte perché il quartiere cittadino è rimasto l’unico a subire gli effetti dei voli (in continua crescita) che decollano dall’aeroporto di Orio al Serio: dove sono le istituzioni? chiedono da Colognola, esasperati per l’estate d’inferno. 

Per chi ancora crede nel valore della legge, non c’è niente di più devastante della consapevolezza che le Istituzioni, pur avendo l’obbligo di garantire ai cittadini la tutela dei loro fondamentali diritti, non assolvono pienamente il loro compito.

Qui a Colognola viviamo l’ennesima estate d’inferno, contrassegnata dall’insopportabile presenza degli aerei in decollo che a ritmi incessanti riversano il loro rumore ed i loro scarichi inquinanti sulle nostre case, sulle nostre vite, sulle nostre menti.

Le sperimentazioni attuate negli ultimi anni per diversificare le rotte, l’ultima delle quali non può neppure dirsi tale perché ha considerato il volato di soli otto giorni (si vedano in merito i verbali della Commissione aeroportuale) sono state alquanto discutibili, non solo perché rimodulate più volte in corso d’opera, ma anche perché “stranamente” hanno determinato un aumento delle persone esposte oltre la soglia critica dei 60 decibel, proprio a Colognola! Ora tutti i sorvoli incombono nuovamente sul nostro quartiere, violentato ad ogni ora del giorno e molto spesso anche della notte: dal 2009, nonostante Colognola non sia in linea con l’asse pista, è stato deciso di convogliare tutti i decolli sull’unica rotta che attraversa in pieno il nostro quartiere, più per scelte politiche che tecniche.

Mentre noi siamo devastati dal rumore, intorno percepiamo il silenzio dei tanti che, negli scorsi anni, denunciavano le intollerabili ricadute di un traffico aereo aumentato a dismisura, in uno scalo situato in un territorio fittamente urbanizzato. Ora, col ripristino dell’unica rotta su Colognola e con la riacquistata pace di altre zone che erano state interessate dall’impatto acustico, non si leva più nessuna voce di protesta! Dove sono le denunce dei cittadini indignati per il massacro di un territorio che l’aeroporto si sta mangiando boccone dopo boccone? Ora sembra che a tutti vada bene che le ricadute acustiche interessino solo un’area circoscritta: che risonanza può avere questo “piccolo effetto collaterale” rispetto ai grandi exploit di uno scalo che è per Bergamo risorsa e successo?

Noi tuttavia, vittime di tale situazione, ci chiediamo: dov’è la Pubblica Amministrazione che dovrebbe garantire i diritti di tutti i cittadini, anche dei nostri? Dove sono gli Enti e le Istituzioni che noi paghiamo affinché ci tutelino?

Secondo la normativa, prima della definizione della zonizzazione acustica aeroportuale, è obbligatorio individuare lo “scenario di minimo impatto”: ma cosa si sta facendo in proposito? Abortito il tentativo di diversificare le rotte (unico modo per distribuire più equamente l’impatto acustico), tutto è tornato come prima! Quello attuale non è certamente lo scenario prescritto dalla normativa, ma quali procedure sta vagliando la Commissione aeroportuale per minimizzare il numero degli esposti oltre i 60 decibel, come la legge impone?

E come mai il traffico aereo continua ad aumentare, nonostante non sia stato ancora autorizzato il nuovo Piano di Sviluppo Aeroportuale? Chi certifica la compatibilità ambientale del Caravaggio?

I Comuni dovrebbero garantire la salute dei cittadini, la Regione avrebbe dovuto e dovrebbe controllare l’osservanza delle prescrizioni della Valutazione di Impatto Ambientale. Ma quali? Quelle già disattese della VIA 2003-2015? Quelle non ancora esistenti della nuova VIA al 2030?

Certamente è difficile comprendere la nostra esasperazione se non la si vive in prima persona: per questo invitiamo i giornalisti, gli esponenti dell’Amministrazione comunale e delle Istituzioni tutte a passare un’intera giornata a Colognola: la mattina ci svegliamo col rombo degli aerei, il pomeriggio siamo devastati dai continui sorvoli a bassa quota (altro che procedura di decollo NAPD1, prevista dall’ICAO per i decolli su aree abitate!), la sera ci è impossibile goderci un po’ di tranquillità, parlare con familiari e amici, telefonare, guardare la tv!

In questa assurda situazione, ci domandiamo che senso abbiano le leggi: cominciamo a pensare che esse siano solo carta straccia, senza alcun valore.

In questa assurda e illegittima situazione, soprattutto, il silenzio delle Istituzioni è stridente nei confronti del massacrante rumore che ci impedisce di vivere e di godere di quei fondamentali diritti che pure, almeno sulla carta, la Costituzione ci riconosce.

A noi sembra che le condizioni di vita cui siamo condannati non possano essere definite se non come una vergogna per tutti: la mancata denuncia di tale sopruso ed il silenzio sulla violazione dei diritti di migliaia di persone sono indegni di un Paese che si reputa civile.

Associazione “Colognola per il suo futuro“

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