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La ‘ndrangheta domina in Lombardia: Bergamo senza cosche, 6ª per confische

Dati preoccupanti emergono dalla relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia relativa agli ultimi 6 mesi del 2018: nessuna "locale" in provincia di Bergamo che però non è esente da infiltrazioni.

Maggior piazza finanziaria del Paese, florido tessuto produttivo, regione più popolosa, polo attrattivo di flussi migratori: caratteristiche che, considerate anche estensione, collocazione geografica e vie di comunicazione, fanno della Lombardia anche un punto nevralgico per traffici illeciti internazionali e un forte richiamo per le organizzazioni criminali.

Un territorio nel quale convivono sodalizi calabresi, con una penetrazione più marcata, siciliani e campani. Criminalità organizzata capace sia di integrarsi con l’economia legale che di anticiparne le opportunità, infiltrandosi nella pubblica amministrazione e di conseguenza nel sistema degli appalti.

Corruzione da un lato, minaccia dall’altra: secondo la relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia relativa al periodo luglio-dicembre 2018, i settori commerciali con più provvedimenti prefettizi in questo senso sono ristorazione, giochi e scommesse, costruzioni, autotrasporto di merci, autodemolizioni e commercio auto.

Tradotto in numeri, la Lombardia è al quarto posto per numero di immobili confiscati dopo Sicilia, Campania e Calabria, al quinto (si inserisce il Lazio) per quello di aziende.

Allo stato attuale in Lombardia sono in corso le procedure per la gestione di 1.796 immobili confiscati, mentre altri 1.141 risultano già destinati. Sono, altresì, in atto le procedure per la gestione di 269 aziende, a fronte delle 83 già definite.

La provincia di Milano guida la classifica di beni sottratti alle mafie, seguita da quelle di Monza Brianza, Varese, Pavia, Brescia e Bergamo: alberghi, ristoranti, attività immobiliari, commercio all’ingrosso, attività manifatturiere ed edili, terreni agricoli, appartamenti, ville, fabbricati industriali, negozi.

Dalla panoramica fatta dalla DIA, sono 25 le cosche ‘ndranghetiste attive in Lombardia, concentrate soprattutto attorno al capoluogo e nel Comasco: nessuna, per ora, basata in Bergamasca.

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