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Addio Giampiero Pesenti, i nipoti: “Hai condiviso con noi il tuo sguardo sul futuro” fotogallery

In duomo a Bergamo, l'ultimo saluto al patron dell'Italcementi, scomparso all'età di 88 anni. Il ricordo dei nipoti, la presenza di molti volti della finanza milanese e dell'imprenditoria bergamasca.

È al momento della preghiera dei fedeli che uno dei nipoti legge una lettera al nonno Giampiero Pesenti. E subito si ferma, interrotto dall’emozione e dal pianto.

Il lato più privato e ben celato al pubblico del cavalier Pesenti si rivela qui: “Quando insieme uscivamo in giardino e ascoltavi i nostri piccoli successi guardando l’orizzonte immaginando il nostro futuro”. E subito si vede il capitano d’industria che ha scalato Ciments Français, il “nonno tigre” che si spoglia del ruolo di imprenditore per essere semplicemente il nonno dolce che scruta, con quello sguardo penetrante di un azzurro cielo, il cuore del nipote.

Un momento intimo che diventa pubblico e fa breccia nell’animo delle centinaia di persone che hanno gremito il duomo di Bergamo, in un’afosa mattina di fine luglio, per dargli l’ultimo saluto. Un momento di silenzio interrotto dal pianto che fa scattare un applauso. L’unico in tutta la celebrazione.

In chiesa il mondo milanese della finanza che lo ha conosciuto bene, i volti dell’imprenditoria bergamasca, e tanta gente comune che, nella discrezione, è venuto a rendergli omaggio. Tra i volti spicca Marco Tronchetti Provera.

Una funzione religiosa che rispecchia perfettamente la figura di Giampiero Pesenti: sobria, discreta e intima. Come quella preghiera che concludeva ogni incontro settimanale con don Giovanni, il sacerdote che negli ultimi due anni è stato accanto all’imprenditore.

“Volgersi al passato, rivivere momenti indimenticabili, per un imprenditore è un modo per guardare, immaginare il futuro” affermò nel suo discorso il cavalier Pesenti ricevendo la Legion d’Onore dalla Repubblica Francese. Il suo sguardo in giardino che scruta l’orizzonte oltre San Vigilio ormai inseguiva un futuro di nuovo insieme all’amata e adorata moglie Franca, scomparsa quattro anni fa.

Carlo Pesenti al funerale di papà Giampiero
I funerali di Giampiero Pesenti

E se don Fabio Zucchelli, parroco del Duomo, nell’omelia rimarca che “la morte non è l’ultimo atto della vita, ma è un passaggio”, allora ti immagini che cosa potrebbe aspettare nell’aldilà a questo imprenditore che ha solcato i mari della finanza tra tempeste e lunghe traversate. Magari, chissà, lancerà qualche Opa o forse semplicemente volgerà uno sguardo positivo sul futuro della nuova generazione dei Pesenti.

In fondo il vero “cemento” di questa famiglia, nella sua discrezione, è stato l’affetto vissuto lontano dai riflettori.

Marco Tronchetti Provera al funerale di Giampiero Pesenti
I funerali di Giampiero Pesenti

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