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Addio a Imerio Facchinetti, commercialista e docente: "Un esempio di rigore e passione" - BergamoNews
Il lutto

Addio a Imerio Facchinetti, commercialista e docente: “Un esempio di rigore e passione”

Malato da tempo, si è spento all'età di 81 anni: suo figlio Paolo, che sta seguendo le sue orme come commercialista, lo ricorda

Si è spento Imerio Facchinetti, dottore commercialista e docente universitario. È spirato all’età di 81 anni lasciando la moglie LauraGiulia, il figlio Paolo, che sta seguendo le sue orme come commercialista, e la figlia Elisabetta, avvocato, che lavora all’agenzia delle entrate.

A portarlo via è stata una malattia insorta una decina d’anni fa, che si è aggravata negli ultimi due. La sua carriera è stata lunga e ricca di soddisfazioni, è stato insignito del titolo di cavaliere del lavoro e ha esercitato prestigiosi ruoli su scala locale, nazionale e internazionale. Sono stati i frutti di tanto impegno e di una profonda dedizione per ogni attività a cui si dedicava e che voleva sempre svolgere al meglio. Sin da bambino ha mostrato un’innata capacità di apprendimento che, unita a determinazione e costanza, lo ha portato a raggiungere risultati importanti e a bruciare le tappe. Per esempio, ha concluso la scuola media in due anni anzichè tre, le scuole superiori in quattro invece di cinque e si è laureato con un anno d’anticipo.

Si è affermato sia come dottore commercialista sia in ambito scolastico e accademico. Sono tanti gli incarichi che ha svolto, per esempio è stato preside dell’istituto tecnico commerciale Vittorio Emanuele II di Bergamo negli anni Settanta e ha insegnato in università per quarant’anni. È stato docente di metodologie e determinazioni quantitative d’azienda all’Università degli Studi di Bergamo, ma ha avuto anche cattedre all’Università degli Studi di Milano, all’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo e alla scuola centrale tributaria di Roma. Inoltre è stato presidente del collegio sindacale di Nestlé Italia e di Purina (azienda produttrice di mangimi per animali) e presidente dei revisori dei conti della Provincia di Bergamo.

Era ritenuto uno dei massimi esperti di bilancio in Italia e per questo ha partecipato, tenuto e promosso convegni in tutta Italia su materie fiscali e di contabilità, collaborando con Il Sole 24 ore e atenei. Inoltre, è stato autore di numerose pubblicazioni e di articoli su riviste specializzate di economica. Non ha mancato di dedicarsi anche ad attività sociali, impegnandosi nell’associazione del Conventino per le adozioni e al centro universitario sportivo di Bergamo. Sin da ragazzo è stato vicino al mondo cattolico e a vent’anni ha rivestito la carica di presidente dell’Azione cattolica giovanile di Bergamo, mentre più recentemente è stato consigliere nella parrocchia di Ponteranica Alta.

Il figlio Paolo ricorda: “Ha iniziato a svolgere la professione di commercialista nel 1975 avviando uno studio associato con il dottor Sergio Tomasi. Nonostante insegnasse e venisse invitato a tenere convegni in tutta Italia non ha mai rinunciato a esercitare la sua professione perchè gli piaceva molto. In ambito accademico era riconosciuto come uno dei docenti più severi: era molto rigoroso ed esigente ma negli anni ogni volta che incontravo colleghi che lo avessero avuto come professore gli erano grati per l’importanza che ha avuto nella loro formazione. Era guidato da una grande passione e amava insegnare ai giovani: ci teneva particolarmente e non si è mai risparmiato, anche quando si è ammalato. Per esempio, a 71 anni, è stato presidente di sezione per la discussione delle lauree in università, l’indomani ha tenuto un convegno a Firenze davanti a 300 professionisti e il giorno successivo è stato male. Non mollava mai ed era instancabile: dopo un’intensa giornata di lavoro, la sera studiava e scriveva articoli per riviste del settore e magari la mattina seguente prendeva l’aereo per intervenire a una conferenza. Nel poco tempo libero che riusciva a ritagliare amava seguire l’Atalanta, una passione che ha trasmesso anche a me e a mia sorella. In passato ha dato anche il suo contributo professionale alla società nerazzurra rimanendo per anni nel suo collegio sindacale. Fino a quando le sue condizioni cliniche non si sono aggravate, un paio d’anni fa, ha visto le partite della Dea ed era molto contento dell’operato di Gasperini”.

Imerio Facchinetti

Il dottor Imerio Facchinetti godeva di molta stima: “Quando è andato in pensione – dichiara il figlio Paolo – in università hanno organizzato un incontro a lui dedicato e tra i partecipanti vi fu l’ex presidente della Provincia Valerio Bettoni. Mio padre capì che molte persone gli erano grate e si commosse”.

Trascorrendo per anni le giornate a gomito a gomito con lui in ufficio il dottor Paolo Facchinetti è stato molto vicino a Imerio. “Ho lavorato insieme a lui quasi vent’anni, era severo ma lo ringrazio perchè mi ha trasmesso la passione per la professione: nel nostro settore le normative cambiano in continuazione e c’è molta burocrazia, ma lui spronava tutti quanti a non lamentarsi di fronte alle difficoltà invitando a studiare e ad approfondire, e per questo è stato un esempio. Lo ringrazio anche per non avermi risparmiato la gavetta: quando mi sono laureato nel ’90 e sono entrato in ufficio ho cominciato eseguendo la contabilità che svolgeva un ragioniere a mano. Mi ha fatto fare tutti i passaggi fino ad avere un grande onore: pubblicare un libro insieme a lui. Una delle soddisfazioni più grandi che ho avuto è stata quando alcuni colleghi mi hanno riferito che mio padre mi considerava un ottimo commercialista ed è stato un attestato di stima importante considerando che non era solito lasciarsi andare ai complimenti”.

I funerali verranno celebrati venerdì 26 luglio alle 10 alla chiesa parrocchiale di Ponteranica Alta.

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