Termini e Violi delusi, ma combattivi: “Noi 5 Stelle siamo e restiamo No Tav”
La parlamentare dura con Conte e col Governo, il consigliere regionale invita a proseguire sui propri punti fermi sui quali si è costruita la credibilità del Movimento
La parlamentare bergamasca del Movimento 5 Stelle Guia Termini e il consigliere regionale Dario Violi affidano a Facebook i loro commenti dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che apre alla Tav. Entrambi sono delusi, la deputata è molto dura e si chiede: “Siamo No Tav, siamo al Governo, ma il Tav si fa. Quale sarà la prossima prova di coerenza?”, mentre il consigliere orobico invita a “proseguire sui propri punti fermi sui quali si è costruita la credibilità del Movimento”.
Ecco le loro parole, che peraltro hanno scatenato un dibattito sul social, con accuse, recriminazioni, ma anche richieste di non gettare alcol sul fuoco.
Dario Violi: La posizione del MoVimento sul Tav non può cambiare, fa parte della nostra storia e della nostra attenzione agli sprechi e alle colate di cemento. Abbiamo preso 11 milioni di voti perchè siamo stati capaci di raccontare il Paese che avevamo in mente fatto di lavoro, sviluppo sostenibile, sostegno agli ultimi e tutela dell’ambiente, ma anche perchè su pochi punti eravamo fermi e da quelli non ci si muoveva di un millimetro. Uno di questi era il Tav. Forse è giunta l’ora di mettere da parte i titoli, i “e allora il PD”, le sciacallate politiche sui gravissimi fatti di Bibbiano e rimetterci in carreggiata, costruendo il paese che abbiamo in mente e rimanendo legati ai simboli, senza sconti o paura di perdere una poltrona. Simboli, che al di la delle nostre differenze, ci aiutano a ricordare perchè ci siamo uniti sotto la stessa bandiera. Per cambiare un Paese. Non ci sarà data una seconda possibilità, come è giusto che sia.
Guia Termini: “Alla luce di questi nuovi finanziamenti comunitari, non realizzare il Tav, costerebbe molto più che completarlo”…. E io che pensavo che il mandato del Governo in questi mesi fosse cercare di rivedere l’opera, come scritto nel contratto e sempre sostenuto in aula. Aula dove si è già discusso dell’opera. Chiedere al Parlamento di decidere se bloccare Tav vuol dire fare una domanda retorica. Il governo è rappresentato anche dal Movimento, Conte ha parlato anche per il Movimento.
E Conte ha detto che il Governo ha lavorato per aumentare i finanziamenti. Siamo No Tav, siamo al Governo, ma il Tav si fa. Quale sarà la prossima prova di coerenza?


